La Nuova Sardegna

Esplode il caso Mater Olbia in discussione i posti letto

di Umberto Aime
Esplode il caso Mater Olbia in discussione i posti letto

Un partito trasversale ha dubbi su un’apertura rapida. «Meglio darli ad altri»

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CAGLIARI. Ospedali e posti letto, intrecciati fra loro, sono come il gioco di shanghai: se sfiori anche un solo bastoncino, persino quello che sembra valer meno, tutto l’insieme può traballare e perdi. Così come quando c’è di mezzo la sanità obbligare la politica al rispetto della regola delle tre erre – riforma, rete e risparmio – è molto difficile. In Consiglio regionale dalla maggioranza di centrosinistra all’opposizione finora tutti hanno messo e rimesso mano, nella prima settimana in aula, alla doppia mappa, ospedale e posti letto appunto, messa assieme quasi due anni fa dalla giunta, con l’obiettivo di ridurre i costi fissi: 134 milioni in meno. Era inevitabile la corsa che c’è stata e non sempre è stata vincente agli emendamenti. La sanità è materia molto delicata, va maneggiata sempre con molta cura: sul tappeto c’è da una parte l’inviolabile diritto alla salute dei cittadini ma è forte anche la pressione delle spinte di campanile, o peggio del potere, pubblico e privato, in senso lato. Addirittura è una partita che rischia di essere ancora più complicata se in mezzo al guado c’è un ospedale ancora cantiere e in gran parte fantasma: il Mater Olbia. Nonostante le promesse del Qatar, unico finanziatore, e le rassicurazioni dell’ultimo partner scientifico, il Gemelli di Roma, la data in cui sarà aperto l’ex San Raffaele è ancora incerta. Però nel conto di ospedali e posti letto è stato messo comunque, in previsione dell’inaugurazione, visto che, al momento opportuno, l’accoppiata Qatar-Gemelli chiederà di essere accreditata nel sistema Sardegna e le sue future prestazioni saranno pagate dalla Regione. Per questo il Consiglio regionale, che martedì prossimo dovrebbe dare il via libera alla Rete, continua a essere impacciato sul Mater. Lo è soprattutto dentro la maggioranza, che fino a qualche giorno fa pensava allo stralcio, ma ci ha ripensato: oggi il caso sarà discusso in aula, e salteranno ancora fuori le differenze fra un partito e l’altro del centrosinistra ma anche il centrodestra dirà la sua senza essere certo tenero con la maggioranza.

La storia. Tutti o quasi tutti dicono di volerlo, il Mater Olbia. Poi si scopre, nella maggioranza, che i tre consiglieri di Articolo 1-Mdp si chiedono ancora se sia giusto o sbagliato dare tanto spazio alla sanità privata, oppure che i cinque del Partito dei sardi sono d’accordo ma a condizione che l’ospedale gallurese cominci a funzionare massimo entro il 2020. Anche nel Pd c’è qualche frenatore, poco disposto a spalancare il portone a una struttura che potrebbe essere fin troppo invasiva, ma lo dice sottovoce, perché da anni è Renzi il primo sponsor politico del progetto. Anche nella minoranza non mancano favorevoli e contrari: l’Udc è perplesso, Forza Italia sostiene il Mater, ma poi all’improvviso frena fino a pretendere più chiarezza. In mezzo c’è la giunta Pigliaru, che dopo qualche battibecco interno sullo sbarco del colosso, ora intravvede una grande opportunità soprattutto dopo il cambio di rotta nell’offerta scientifica. Da pediatria e cardiochirurgia, erano queste le specializzazioni quando partner del Qatar era il Bambin Gesù, a radioterapia, oncologia, neurologia, neurochirurgia e riabilitazione ad alta specializzazione, con l’ingresso da quest’anno della Fondazione Gemelli. Il motivo del sostegno è questo: sono troppi pazienti sardi di queste cinque macro aree che emigrano nella penisola per farsi curare. Solo per la voce radioterapia ogni anno la Sardegna rimborsa 2,8 milioni alle altre regioni, Lombardia in testa, con l’apertura del Mater – è il vantaggio prospettato – gran parte della cifra sarebbe risparmiata. Però, allo stesso tempo, ricorda chi non è ancora convinto: dall’accreditamento il Mater dovrebbe incassare, è una previsione, 55,6 milioni l’anno e la differenza fra l’avere e il dare sarebbe fin troppo sbilanciata. Serve qualche correttivo, è la sollecitazione lanciata e che in futuro potrebbe essere al centro di una trattativa da riaprire con il Qatar e la Fondazione Gemelli.

Posti in ballo. Però prima di occuparsi del futuro oggi il Consiglio, la maggioranza in particolare, dovrà occuparsi di un altro problema legato sempre al Qatar. È questo: due anni fa la mappa regionale è stata calcolata sulla proposta del Bambin Gesù, era di 241 posti letto, mentre ora bisogna far i conti con quella più bassa della Fondazione Gemelli: 204. La differenza fa 37 e oggi il Consiglio, dopo che la tabella è stata approvata due giorni fa, dovrà decidere se e dove riassegnare i posti letto avanzati. Tutti alla Gallura, oppure spalmarli anche in altri ospedali oltre al Giovanni Paolo II di Olbia? È un motivo in più per litigare prima di un voto che sarà decisivo.

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