Ius soli, insulti web a Fresu E lui risponde con l’ironia
di Luca Fiori
L’artista replica all’odio esploso su Facebook: «Ora scegliete voi il peggiore»
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SASSARI. Le suona ai suoi contestatori. Senza paura, con classe. Paolo Fresu nei giorni scorsi aveva dato la sua adesione allo sciopero della fame per sensibilizzare i parlamentari e sbloccare il cammino della legge sullo ius soli. Come tanti personaggi pubblici il musicista di Berchidda ha deciso di digiunare per un giorno, in una staffetta virtuosa che ha contagiato politici, artisti, intellettuali e personaggi pubblici in tutta Italia.
La legge prevede che i figli dei cittadini stranieri nati in Italia siano considerati a tutti gli effetti italiani. Oggi devono aspettare il compimento dei 18 anni. La legge ha spaccato a metà il parlamento, contro il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. A favore il Pd e i partiti della sinistra. Ma al di là del colore politico l’iniziativa ha conquistato una larga fascia di opinione pubblica. Molti, ma non tutti.
Gli insulti. Fresu ha spiegato le ragioni della sua scelta con un post su Facebook. Post non graditissimo che ha scatenato centinaia di reazioni indignate. Gli “hater” (odiatori-provocatori) su facebook si sono scatenati. Una pioggia cibernetica di insulti di ogni genere. Commento dopo commento il branco da tastiera si è dato la forza. In poche ore il campionario di odio ha trasformato il profilo Facebook di Fresu in un ruttodromo. Una gara a chi poteva insultare nel modo peggiore l’artista sardo. Colpevole di avere espresso la propria posizione sullo ius soli.
Coraggio e ironia. Fresu non si è scomposto. Messa da parte la possibilità di affrontare a colpi di tastiera ogni hater, ha rilanciato con lo stesso strumento. Una gogna mediatica inversa. Ha fatto un sapiente collage degli insulti più pesanti. Nome e cognome dell’autore, commento e un piccolo ironico titolo per ogni odiatore. Ha inventato una originale gara su Facebook. Il “Top post insulti ius soli”. «Abbiamo selezionato alcuni tra i "migliori" messaggi postati in questi giorni sui social a proposito della mia adesione al digiuno per lo Ius Soli. Partecipate anche voi al “Top Postinsultiusoli” e votate i vostri preferiti». Accanto un link che rimanda al collage degli insulti.
Il collage. Tanto per citarne alcuni tra i pochi che sono pubblicabili c’è quello definito “barbecue” che dice «tagliato a pezzetti e fatto a carne per salsicce e poi bruciare le salsicce». C’è il “drastico” «perché non ti ammazzi». Poi l’ “etero” che scrive «ma con l’orecchio alla parte sinistra non sarai mica fro... vai affanculo tu e tutti questi porci». E quasi un signore quello definito l’ “ospitale” «se li porti a Berchidda». Il “polistrumentista” scrive «sei diventato un trombone anche tu. Cosa ti hanno promesso? Maledetti soldi, corrompono tutti». Poi il “festoso” scrive: «Aspetto di leggere la notizia della sua scomparsa per il digiuno. Vado in ristorante per festeggiare». Questo ultimo commento aveva anche 19 like di approvazione. Fresu avrebbe potuto denunciare i suoi hater alla polizia postale. Ha preferito rispondere con la stessa moneta a chi ha riempito di odio il suo profilo facebook e quello dei quotidiani che hanno pubblicato la notizia del suo sciopero. E questa la fama potè più della fame. (l.roj)
La legge prevede che i figli dei cittadini stranieri nati in Italia siano considerati a tutti gli effetti italiani. Oggi devono aspettare il compimento dei 18 anni. La legge ha spaccato a metà il parlamento, contro il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. A favore il Pd e i partiti della sinistra. Ma al di là del colore politico l’iniziativa ha conquistato una larga fascia di opinione pubblica. Molti, ma non tutti.
Gli insulti. Fresu ha spiegato le ragioni della sua scelta con un post su Facebook. Post non graditissimo che ha scatenato centinaia di reazioni indignate. Gli “hater” (odiatori-provocatori) su facebook si sono scatenati. Una pioggia cibernetica di insulti di ogni genere. Commento dopo commento il branco da tastiera si è dato la forza. In poche ore il campionario di odio ha trasformato il profilo Facebook di Fresu in un ruttodromo. Una gara a chi poteva insultare nel modo peggiore l’artista sardo. Colpevole di avere espresso la propria posizione sullo ius soli.
Coraggio e ironia. Fresu non si è scomposto. Messa da parte la possibilità di affrontare a colpi di tastiera ogni hater, ha rilanciato con lo stesso strumento. Una gogna mediatica inversa. Ha fatto un sapiente collage degli insulti più pesanti. Nome e cognome dell’autore, commento e un piccolo ironico titolo per ogni odiatore. Ha inventato una originale gara su Facebook. Il “Top post insulti ius soli”. «Abbiamo selezionato alcuni tra i "migliori" messaggi postati in questi giorni sui social a proposito della mia adesione al digiuno per lo Ius Soli. Partecipate anche voi al “Top Postinsultiusoli” e votate i vostri preferiti». Accanto un link che rimanda al collage degli insulti.
Il collage. Tanto per citarne alcuni tra i pochi che sono pubblicabili c’è quello definito “barbecue” che dice «tagliato a pezzetti e fatto a carne per salsicce e poi bruciare le salsicce». C’è il “drastico” «perché non ti ammazzi». Poi l’ “etero” che scrive «ma con l’orecchio alla parte sinistra non sarai mica fro... vai affanculo tu e tutti questi porci». E quasi un signore quello definito l’ “ospitale” «se li porti a Berchidda». Il “polistrumentista” scrive «sei diventato un trombone anche tu. Cosa ti hanno promesso? Maledetti soldi, corrompono tutti». Poi il “festoso” scrive: «Aspetto di leggere la notizia della sua scomparsa per il digiuno. Vado in ristorante per festeggiare». Questo ultimo commento aveva anche 19 like di approvazione. Fresu avrebbe potuto denunciare i suoi hater alla polizia postale. Ha preferito rispondere con la stessa moneta a chi ha riempito di odio il suo profilo facebook e quello dei quotidiani che hanno pubblicato la notizia del suo sciopero. E questa la fama potè più della fame. (l.roj)
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