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Finanziaria, sanità, Gentiloni: la settimana calda di Pigliaru

Finanziaria, sanità, Gentiloni: la settimana calda di Pigliaru

Oggi il governatore illustra la manovra, domani voto finale sulla riforma degli ospedali, domenica arriva il premier

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CAGLIARI. Da oggi e fino a domenica sarà una settimana piena, intensa e potrebbe essere anche complicata per la giunta regionale. Lo sarà su più fronti. Stamattina nella sala grande di Villa Devoto, verrà presentata la Finanziaria 2018 su cui favorevoli e contrari si sono già schierati sin dalle prime indiscrezioni. L’indomani, in Consiglio regionale, è annunciato il voto finale sulla riorganizzazione degli ospedali su cui la maggioranza ha vacillato più volte prima della mediazione decisiva. Sempre domani ma a Roma la Corte costituzionale deciderà sul ricorso del governo contro un solo articolo della legge sull’Agenzia sarda delle entrate, quello che prevede l’incasso diretto delle imposte. Se la Regione dovesse perdere, potrebbe riprendere la protesta del sempre nervoso Partito dei sardi. Poi da giovedì comincerà, a Cagliari, la sfilata di buona parte del Consiglio dei ministri alla settimana nazionale sul lavoro, organizzata dalla Conferenza episcopale. Il programma prevede l’arrivo nell’ordine di Claudio De Vincenti, coesione e Mezzogiorno, Giuliano Poletti, lavoro, e infine domenica del premier Paolo Gentiloni. Di sicuro il presidente della Regione Francesco Pigliaru avrà messo in agenda gli appuntamenti soprattutto con De Vincenti, le partite aperte sono diverse, e con il premier. Basta rileggere l’ultimo e recente discorso del governatore di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 2 ottobre a Ghilarza, per capire che con lo Stato c’è sempre molto da discutere. A parte l’importanza del Patto per la Sardegna, ricordato più volte da Pigliaru, c’è la vertenza accantonamenti, con Roma che continua a giocare a nascondino, nonostante sia chiara la richiesta di dimezzare il 684 milioni trattenuti ogni anno per il debito pubblico nazionale. Poi c’è il caso della continuità territoriale aerea su cui la Sardegna è stata lasciata troppo sola nel confronto difficile e a tratti impossibile con l’Europa, come dimostra la bocciatura dell’ultimo contratto per gli aeroporti di Olbia e Alghero ma anche il flop della gara per Cagliari. In altre parole, lo Stato c’è, oppure scompare o peggio si accanisce a seconda delle occasioni. C’è un esempio su tutti che dimostra quanto la Regione sia corretta e il governo centrale lo sia molto meno. La Sardegna aveva disposizione 300 milioni, nella Finanziaria nazionale 2018, per sanare il disavanzo della sanità. Bene, ci ha rinunciato, nella convinzione di riuscire a cavarsela da sola o come dice il deputato Pierparolo Vargiu (Riformatori) per non farsi commissariare. Qualunque sia il motivo della rinuncia, con estrema correttezza il governatore l’ha fatto subito sapere al ministro Padoan, per permettere al governo di rimettere in circolo i 300 milioni. Di contro lo Stato mai ha dimostrato la stessa puntuale correttezza, come quando ha aumentato in maniera unilaterale gli accantonamenti o resiste sulle servitù militari, altro problema sollevato da Pigliaru con Mattarella. E domenica tutto questo e altro ancora qualcuno a Gentiloni dovrà dirglielo. (ua)

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