Consulta: torniamo a parlare di Urbanistica
Il comitato ambientalista chiede che si discuta della legge regionale: «Tuteliamo la fascia costiera»
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SASSARI. Sembra finita schiacciata nei sotterranei della politica. Il dibattito sulla legge urbanistica si è inabissato. Dopo il confronto, molto acceso ma utilissimo, non si parla più del testo che detterà le regole sul mattone nei prossimi anni. E la Consulta Ambiente e territorio rilancia il tema. Chiede che il confronto si riaccenda e mette in evidenza come il nodo sia tutto sulla protezione della fascia costiera dalle speculazioni edilizie. «Dopo qualche settimana di informazioni intermittenti, registriamo le dichiarazioni pubbliche del presidente Pigliaru e dell’assessore Erriu sulla legge urbanistica – riporta il documento –. Un po' di luce nel buio che autorizzerebbe a un certo ottimismo. In realtà non si dissolvono le nebbie dell’incertezza e dell’ambiguità. Ci riferiamo alla ricorrente evocazione del vincolo nella fascia dei 300 metri dalla battigia, senza all’opposto mai citare quanto previsto nel Piano paesaggistico regionale, secondo cui la massima tutela è invece riferita all'intera fascia costiera, ben più estesa dei 300 metri dal mare». In altre parole per la Consulta il dibattito si deve spostare sulla tutela della fascia costiera. La più a rischio, perché secondo gli ambientalisti rischia di restare senza tutela. «Ci siamo espressi sulle altre criticità della legge. In particolare su quelle contenute nell’articolo A4. La giunta, sensibile al coro di perplessità suscitato dai controversi articoli del ddl, sostiene la necessità di aprire il confronto. Ma per noi si deve partire dalle questioni essenziali». La Consulta chiede che l’articolo 43, il più contestato della legge, venga rivisto. «Attribuisce alla giunta, o al consiglio, un potere derogatorio inammissibile». Ma la contestazione va oltre. «Un altro aspetto riguarda la possibilità prevista dalla legge di riproporre aumenti volumetrici per le strutture ricettive all’interno della fascia costiera (art. 31). Anche per quelle che ne avevano già beneficiato in precedenza. Un altro punto controverso è rappresentato dall'articolo A4 che ammette, sempre nella fascia costiera, ulteriori incrementi volumetrici non consentiti dal Ppr. Incrementi che sarebbero destinati anche a residenze stagionali, seconde case a uso turistico. Anche negli ambiti più sensibili del paesaggio costiero». Secondo i calcoli fatti dalla Consulta, l’articolo A4 modificherebbe in modo profondo la previsione di contenimento delle volumetrie costiere. Lo stop deciso negli anni Novanta era stato recepito sia dalla Salvacoste del 2004 che dal Ppr. «Un ripensamento che produrrebbe un impatto di circa 9 milioni di metri cubi, senza che se ne faccia menzione nelle note allegate al ddl. È una grave contraddizione rispetto a una legge che propone un contenimento del consumo del suolo. Per la Consulta serve una profonda revisione della legge. Noi auspichiamo l'approvazione di una legge urbanistica che consolidi le previsioni del Ppr. E che le norme vengano estese all'intero territorio regionale, come previsto dal programma elettorale dello stesso presidente Francesco Pigliaru».
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