Una legge in sostegno dei padri separati rimasti senza casa
La proposta di Truzzu (Fdi-An) si affianca a quella del Pd «Due milioni per aiutare chi è costretto a dormire in auto»
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CAGLIARI. La famiglia che esplode fra le mura di casa: un matrimonio su tre in Sardegna finisce nelle aule del Tribunale. Fra separazioni e divorzi, gli effetti sono devastanti sulla vita quotidiana e soprattutto sui figli dell’ex coppia. Come se non bastasse questo cortocircuito sociale, c’è dell’altro: la povertà. Travolge il coniuge che deve lasciare la casa e da quel momento in poi pagare anche l’assegno mensile di mantenimento. Sono drammi che si aggiungono ad altri drammi fino a coinvolgere e azzerare la vita di chi – senza però generalizzare – un attimo prima viveva spesso abbastanza bene. È a favore di questi nuovi poveri la proposta di legge presentata dal consigliere regionale Paolo Truzzu di Fdi-An, che si affianca a quella depositata mesi fa dal Pd. «Con uno stanziamento intorno ai 2 milioni di euro – dice Truzzu – vogliamo sostenere quanti finiscono sul lastrico proprio a causa di una separazione. Vanno via da una casa per cui si sono indebitati, semmai continuano a pagare il mutuo, poi c’è l’assegno di mantenimento e alla fine non hanno i soldi neanche per affittare un appartamento dove incontrare i figli». L’avvocato Giampaolo Pisanu, portavoce dell’associazione «Mamme e papà separati» è sicuro nel dirlo: «Ormai ci sono delle situazioni al limite della sopravvivenza, ma spesso sconosciute perché per dignità chi le vive tenta di nasconderle. Sappiamo di genitori separati soprattutto uomini, costretti a dormire in auto, a mettersi in fila davanti alla mensa della Caritas per mangiare. Diventano dei clochard e la società non può rimanere indifferente di fronte a queste situazioni drammatici». Certo, esistono casi e casi, ma la proposta di legge – scritta da Paolo Truzzu con l’avvocato Marco Porcu – «vuole essere un paracadute per evitare che quei danni siano permanenti. «Nella prossima Finanziaria – ribadisce il consigliere regionale – proporrò un emendamento perché lo stanziamento sia immediato. E sono convinto che troverò il consenso anche della maggioranza di centrosinistra. Lo dico perché una legge uguale alla nostra proposta è già in vigore in regioni governate proprio dal centrosinistra: è così nel Lazio, ad esempio». Negli undici articoli, è ovvio che ci siano anche dei confini molto stretti: sono esclusi da qualunque sostegno i genitori colpevoli di violenza in famiglia o «quanti vengo meno ai loro di doveri di cura e mantenimento dei figli». Chi invece il suo dovere continua a farlo, potrà contare non solo su un aiuto economico, ma su diversi sostegni psicologici e soprattutto gli sarà garantita una vita comunque dignitosa. L’avvocato Porcu ha lanciato questa provocazione: «Fino a quando non sei separato, le banche sono disponibili a finanziarti, ma quando lo diventi quelle stesse porte si chiudono. L’esempio conferma come sia molto facile finire nel baratro delle nuove povertà». Per Truzzu è evidente che «la politica non può restare in silenzio di fronte a questi fenomeni sociali purtroppo in aumento. Ha il dovere d’intervenire».
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