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Corsa al selfie davanti al veliero

Corsa al selfie davanti al veliero

In centinaia hanno atteso il suo arrivo. L’emozione di adulti e bambini

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LA MADDALENA. Sono arrivati da tutta la Sardegna per ammirare e salire a bordo del Vespucci. Sin dalle prime ore del mattino si sono messi in fila per ammirare il gioiello della Marina militare. Gli ufficiali di bordo hanno fatto da Ciceroni ai visitatori per tutta la giornata. Hanno spiegato che risale al 1925 la decisione di costruire il Vespucci e mandare in pensione la vecchia nave scuola che portava lo stesso nome. Progettata nel 1930 dall’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei cantieri navali di Castellammare di Stabia, fu varata l’anno dopo. Incantati ragazzi e adulti hanno ascoltato alcuni numeri della nave. 250 persone a bordo che diventano a pieno regime 400. Tre alberi, il più alto dei quali svetta per 54 metri. 101 i metri di lunghezza per una larghezza massima dello scafo di 15,5 metri. Fotografatissima la plancia di poppa con i quattro timoni. Ma anche la targa che riporta il motto della nave “Non chi comincia ma quel che persevera”, la polena realizzata in bronzo dorato che rappresenta l’esploratore e navigatore italiano Amerigo Vespucci. Impossibile poi non ascoltare il racconto a cui è legato il complimento della nave più bella del mondo. «Nel 1962 – spiega il comandante Recchia – il Vespucci incrociò nel Mediterraneo la portaerei americana Uss Independence. L’unità americana lampeggio il classico «Chi siete?», a cui seguì la risposta «Nave scuola Amerigo Vespucci Marina militare italiana». Dall’Indipendence risposero: «Siete la più bella nave del mondo». (a.n.)

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