Si chiude su Alghero ma si lavora ai nuovi bandi
Domani saranno rese note le offerte arrivate per la rotta con Roma La Regione con il ministero sta mettendo a punto il nuovo modello di Ct1
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CAGLIARI. Realtà parallele. Ci sono due piani su cui il tempo corre a velocità del tutto differenti. Il presente della Continuità, in particolare del caso Alghero-Roma, va di fretta, di superfretta. Entro domani si saprà chi ha presentato l’offerta per gestire in proroga la tratta.
Il futuro della continuità, e in questo caso si parla di tutte le rotte in Ct1, va un po’ più lento. La Regione lavora a un nuovo modello, ma ora deve lavorare di lima e martello. Da una parte vuole salvare il diritto dei sardi alla mobilità. Dall’altro deve riuscire a rendere appetibili i bandi per le compagnie. Il rischo è che si ripeta il caso Cagliari. Nel capoluogo si è andati in proroga perché nessuno ha presentato un’offerta sulle rotte messe a gara. Per le compagnie le richieste della Regione erano eccessive rispetto ai soldi dati per gli oneri di servizio che venivano richiesti. Da qui la scelta di rimettere mano ai bandi. Anche per affrontare l’altro nodo dei bandi: le osservazioni dell’Europa.
Alghero. In questo momento è la madre di tutte le emergenze. Il rifiuto di Alitalia alla gestione in proroga della Roma-Alghero ha creato un’emergenza. Ma per lo scalo del Riviera del Corallo potrebbe diventare un’opportunità. Avere un’altra compagnia che rafforza la sua presenza ad Alghero potrebbe aprire prospettive di sviluppo. Almeno secondo la Regione.
Il nuovo modello. L’assessore ai Trasporti Carlo Careddu non si sbilancia, ma la Regione mette in piedi un nuovo modello di continuità, che nasce da un lavoro congiunto tra i tecnici dell’assessorato e quelli del ministero dei Trasporti. La Regione porta avanti un progetto che possa avere il via libera dall’Europa, ma che consenta ai sardi di viaggiare per la penisola senza difficoltà e a prezzi contenuti. Si vogliono evitare sia le contestazioni dei burocrati Ue, sia la scarsa partecipazione delle compagnie aeree. Ma il percorso procede in modo serrato. La proroga dura fino a giugno. Per quella data i bandi dovranno già essere stati vagliati dall’Ue, pubblicati e assegnati. In altre parole la rivoluzione dei cieli dovrà essere già compiuta. In caso contrario si rischierà il caos nei collegamenti.
Gli assetti. Ma il futuro sembra avere come certezza l’uscita di scena di Alitalia dai cieli sardi. Se per ora la proroga sull’Alghero-Milano verrà gestito direttamente dalla compagnia di bandiera, dopo giugno sembra difficile pensare a un suo ruolo da protagonista nello scacchiere dei tre scali sardi.
Regia. Resta sul tavolo il progetto di creare una regia unica sui tre aeroporti sardi. Un unico cervello che armonizzi i collegamenti e pensi a una strategia di sviluppo condivisa dei collegamenti tra la Sardegna, la penisola e l’Europa. Ma la Regione nel suo nuovo modello di continuità dovrà anche chiarire se sarà applicata solo ai residenti o verrà estesa anche ai turisti, magari per 9 mesi all’anno, come accade ora.
Il futuro della continuità, e in questo caso si parla di tutte le rotte in Ct1, va un po’ più lento. La Regione lavora a un nuovo modello, ma ora deve lavorare di lima e martello. Da una parte vuole salvare il diritto dei sardi alla mobilità. Dall’altro deve riuscire a rendere appetibili i bandi per le compagnie. Il rischo è che si ripeta il caso Cagliari. Nel capoluogo si è andati in proroga perché nessuno ha presentato un’offerta sulle rotte messe a gara. Per le compagnie le richieste della Regione erano eccessive rispetto ai soldi dati per gli oneri di servizio che venivano richiesti. Da qui la scelta di rimettere mano ai bandi. Anche per affrontare l’altro nodo dei bandi: le osservazioni dell’Europa.
Alghero. In questo momento è la madre di tutte le emergenze. Il rifiuto di Alitalia alla gestione in proroga della Roma-Alghero ha creato un’emergenza. Ma per lo scalo del Riviera del Corallo potrebbe diventare un’opportunità. Avere un’altra compagnia che rafforza la sua presenza ad Alghero potrebbe aprire prospettive di sviluppo. Almeno secondo la Regione.
Il nuovo modello. L’assessore ai Trasporti Carlo Careddu non si sbilancia, ma la Regione mette in piedi un nuovo modello di continuità, che nasce da un lavoro congiunto tra i tecnici dell’assessorato e quelli del ministero dei Trasporti. La Regione porta avanti un progetto che possa avere il via libera dall’Europa, ma che consenta ai sardi di viaggiare per la penisola senza difficoltà e a prezzi contenuti. Si vogliono evitare sia le contestazioni dei burocrati Ue, sia la scarsa partecipazione delle compagnie aeree. Ma il percorso procede in modo serrato. La proroga dura fino a giugno. Per quella data i bandi dovranno già essere stati vagliati dall’Ue, pubblicati e assegnati. In altre parole la rivoluzione dei cieli dovrà essere già compiuta. In caso contrario si rischierà il caos nei collegamenti.
Gli assetti. Ma il futuro sembra avere come certezza l’uscita di scena di Alitalia dai cieli sardi. Se per ora la proroga sull’Alghero-Milano verrà gestito direttamente dalla compagnia di bandiera, dopo giugno sembra difficile pensare a un suo ruolo da protagonista nello scacchiere dei tre scali sardi.
Regia. Resta sul tavolo il progetto di creare una regia unica sui tre aeroporti sardi. Un unico cervello che armonizzi i collegamenti e pensi a una strategia di sviluppo condivisa dei collegamenti tra la Sardegna, la penisola e l’Europa. Ma la Regione nel suo nuovo modello di continuità dovrà anche chiarire se sarà applicata solo ai residenti o verrà estesa anche ai turisti, magari per 9 mesi all’anno, come accade ora.
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