Eurallumina, oggi corteo dei lavoratori
di Tamara Peddis
Protestano contro la Regione che non ha ancora autorizzato il progetto di rilancio della fabbrica
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CAGLIARI. Dopo 40 mesi di attesa per ottenere le autorizzazioni al rilancio della fabbrica Eurallumina di Portovesme, gli operai, stanchi delle lotte e dei rinvii, hanno indetto una giornata di mobilitazione generale. Questa mattina a partire dalle ore 9 le tute verdi manifesteranno in corteo fino al palazzo regionale di viale Trento per protestare contro le lungaggini burocratiche. «È assurdo, incredibile e pericoloso, ha precisato la Rsu, che dopo 40 mesi, dopo ogni tipo di approfondimento, il rispetto di tutti i passaggi tecnico-procedurali, non si sia ancora arrivati alla definitiva e conclusiva delibera regionale». Nell’ultima conferenza di servizi che si è svolta lo scorso febbraio, l’azienda aveva proposto di fornire alla Regione ulteriore documentazione per chiarire e completare il progetto. I documenti da parte dell’Eurallumina sono stati forniti a maggio, tre mesi dopo. «Da allora – sottolinea la Rsu – sono passati 170 giorni e crediamo sia arrivato il momento per la Regione di indicare una data certa per predisporre gli atti necessari alla delibera: la valutazione di impatto ambientale e il procedimento congiunto di autorizzazione di impatto ambientale in carico alla provincia del sud Sardegna». I 40 mesi sono trascorsi da quando nel luglio del 2014 la società Eurallumina presentava alla Regione il progetto per la ripresa produttiva dello stabilimento per la produzione di allumina dalla raffinazione della bauxite. Da allora si attendono le autorizzazioni ambientali. E, secondo quanto afferma la rappresentanza sindacale unitaria, questi provvedimenti dovrebbero arrivare entro il 2017. A rischio ci sono anche gli ammortizzatori sociali che sono prossimi alla scadenza. Per questo motivo lo scorso 28 ottobre la Rsu ha incontrato a Cagliari il ministro del lavoro Giuliano Poletti al quale ha manifestato forte preoccupazione. Le tute verdi ritengono il progetto di rilancio della fabbrica, che vedrebbe occupati 357 operai diretti più altri 270 degli appalti, di vitale importanza. «Ci auguriamo che le procedure per il rilancio della fabbrica si concludano entro l’anno – dicono gli operai – Altrimenti saremo costretti a dure proteste».
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