verso la leggina ad hoc
Anche l’Egas fa marcia indietro sui 29 paesi anti-Abbanoa
CAGLIARI. L’Egas, l’ente di governo del servizio idrico, sta a monte di Abbanoa, ha sospeso la delibera con cui intimava ai ventinove Comuni ribelli di entrare a far parte della gestione unica. La...
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CAGLIARI. L’Egas, l’ente di governo del servizio idrico, sta a monte di Abbanoa, ha sospeso la delibera con cui intimava ai ventinove Comuni ribelli di entrare a far parte della gestione unica. La decisione era attesa e lo è diventata ancor di più dopo che martedì il Consiglio regionale aveva annunciato: «La leggina stralcio, quella che permette ai Comuni di non aderire per forza ad Abbanoa, sarà discussa e approvata la prossima settimana». Di fatto quest’annuncio ha obbligato Egas ad accelerare i tempi e dopo ventiquattr’ore è arrivata la sospensione dell’ordine perentorio di ottobre. Il blocco della delibera sarà di un mese e mezzo, per permettere al Consiglio di studiare meglio i confini della leggina. «La decisione di Egas – ha detto Daniele Cocco, capogruppo di Articolo 1-Mdp e sindaco di Bottida, uno dei Comuni ribelli – è un passaggio importate. Se non lo avesse fatto, con i capigruppo avevamo già messo lo stralcio all’ordine del giorno del Consiglio di martedì ». I tempi comunque erano stretti: entro le prossime settimane sarebbe scaduto il mese di tempo che avevano i Comuni per ricorrere al Tar contro la delibera di Egas e se non l’avessero impugnata, avrebbero dovuto aderire per forza ad Abbanoa. «Ora abbiamo più tempo – ha aggiunto Cocco – e vedremo se servirà ancora o meno mettere al sicuro l’autonomia dei ventinove comuni». Va ricordato che, a ottobre, l’Egas aveva respinto la richiesta dei 29 Comuni, con questa motivazione: «Non hanno i requisiti per rimanere ancora autonomi». Decisione subito respinta da chi ha sempre dichiarato: «Non entreremo mai dentro Abbanoa».
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