La Nuova Sardegna

Tari gonfiata: dubbi sul calcolo della bolletta

In molti Comuni la tassa sui rifiuti potrebbe essere stata duplicata. I contribuenti sul piede di guerra

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SASSARI. Bolletta dei rifiuti salata? Potrebbe esserci un errore. Molti comuni italiani, negli ultimi anni, per far quadrare i conti, hanno calcolato la Tari in modo fraudolento arrivando a duplicare o addirittura triplicare la bolletta. Un sistema, questo, che è stato applicato anche in molti comuni sardi. «A Cagliari di sicuro, negli altri lo accerteremo nelle prossime settimane», fa sapere Federica Deplano, l’avvocato del Movimento difesa del cittadino che nei mesi scorsi ha lanciato la campagna “SOS Tari” per chiedere i rimborsi ai Comuni. Ieri il sottosegretario all’economia Pier Carlo Baretta, rispondendo a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato che la procedura di calcolo nell’occhio del ciclone è scorretta e che i contribuenti frodati avranno diritto al rimborso.

Ma come funziona il sistema di calcolo? La Tari prevede il pagamento di una quota fissa (che si calcola in base ai metri quadrati dell’immobile), e di una quota variabile (in base al numero dei componenti della famiglia). Invece di applicare la quota variabile una sola volta per l’abitazione e le pertinenze, come prevede la normativa, molte amministrazioni la replicano per le singole pertinenze (garage, cantine) arrivando in alcuni casi a triplicare il conto. Secondo un calcolo del Sole 24 ore le differenze sono enormi. Ad esempio, per una famiglia di 4 persone che vivono in un appartamento da 100 metri quadrati con box e cantina il calcolo corretto porta a una Tari annua di 391 euro, quello illegittimo la gonfia fino a 673 euro. Ora il ministero dell’economia ha messo la parola fine a questo giochetto: «la parte variabile della tariffa va computata una sola volta considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso Comune». Cosa può fare il contribuente per capire se è stato frodato? «Deve controllare la bolletta – suggerisce l’avvocato – e verificare quante volte è stata calcolata la quota variabile della tariffa. Ieri abbiamo ricevuto più di trenta segnalazioni da diversi comuni. Temiamo che siano molte le amministrazioni sarde che abbiano fatto ricorso a questo espediente per far lievitare le bollette».

Respinge le accuse il comune di Cagliari. «La Tari è calcolata correttamente – fa sapere Francesca Brundu, dirigente del servizio Tributi – In particolare per le utenze domestiche la modalità di calcolo è la seguente: si moltiplica la superficie complessiva (abitazione e eventuali pertinenze) per la tariffa parte fissa unitaria; si aggiunge la tariffa parte variabile, computata una sola volta, infine si aggiunge il 5% a titolo di addizionale provinciale. Il contribuente può verificarlo nel dettaglio degli importi indicati nei singoli avvisi inviati dal Comune».

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