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Cantieri e operai fermi Sassari-Olbia, è allarme

Cantieri e operai fermi Sassari-Olbia, è allarme

Il segretario della Filca Cisl, Giovanni Matta: lavoratori non pagati da mesi. Alcune aziende madri che gestiscono i lotti hanno portato i libri in tribunale

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SASSARI. Più ostacoli che chilometri. Un nuovo macigno burocratico rischia di rallentare all’infinito i lavori sulla Sassari-Olbia. Ancora guai per alcune imprese che si sono aggiudicate i lotti. Aziende vicine al collasso che hanno lasciato a casa oltre 200 dipendenti diretti. La denuncia arriva dal segretario della Filca Cisl, Giovanni Matta che lancia l’allarme. «La situazione di alcune grosse aziende che lavorano in Sardegna, in particolare su alcuni lotti della Sassari-Olbia è drammatica– spiega Matta –. A rischio non sono solo i posti di lavoro, ma anche le aziende dell’indotto e la prosecuzione dei lavori nei tempi promessi dall’Anas».

Lotti ko. Le preoccupazioni maggiori del sindacato sono sul Lotto 2. Se lo era aggiudicato la Vidoni, senza mai iniziare i lavori. Al suo posto è subentrata la Oberosler. «Ma anche questa è in una condizione complessa – spiega Matta –. Ha una crisi di liquidità spaventosa e ha portato i libri in tribunale. Entro febbraio si potrà sapere se ci sono spiragli per trovare una via di uscita. La Oberosler non solo ha i lotti sulla Sassari-Olbia, ma anche un tratto della Tortolì-Tertenia. La situazione è complicata. L’azienda è in ritardo di tre mesi con gli stipendi, da agosto i dipendenti sardi non vengono pagati. Ci sono difficoltà anche con le aziende subappaltanti che manifestano qualche timore». Ma anche i Lotti 5 e 6 sono in ritardo. «Erano entrambi in mano alla Tecnis che è finita prima in amministrazione giudiziale e ora in concordato preventivo – continua Matta –. Anche un questo caso a febbraio si capirà qualcosa di più sul futuro dell’azienda. Ora i due lotti sono nelle mani di un’altra impresa la Nuova Italiana costruzioni. A dicembre i cantieri dovrebbero ripartire se tutto va come previsto. Ma come Cisl siamo molto preoccupati per i ritardi che questa strada subisce mese dopo mese. La Sassari-Olbia viene costruita con i soldi dei sardi dall’Anas. Credo non ci siano altri casi in Italia. Per questo dobbiamo vigilare con grande attenzione».

I lavoratori. Ma la preoccupazione maggiore per Matta è il destino dei lavoratori. «E non parlo solo dei 250 operai che rischiano di restare senza lavoro e per ora non vedono lo stipendio da tempo – conclude Matta –. Senza parlare di tutte le aziende e i dipendenti dell’indotto. Per questo come Filca Cisl pensiamo che la Regione debba assumere una iniziativa forte per sbloccare una situazione complicata che colpisce il territorio e lo priva di importanti infrastrutture viarie. E per prima cosa danneggia i lavoratori. Come è avvenuto per i dipendenti Tecnis che ancora attendono il saldo delle retribuzioni da febbraio a giugno 2016 e i licenziati sono rimasti senza alcun ammortizzatore sociale. O come le retribuzioni arretrate, da tre mesi, dei dipendenti Oberosler. Serve una presa di posizione chiara della giunta Regionale a tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti, e soprattutto a difesa degli interessi delle imprese operanti nei sub appalti, quasi tutte sarde. Per queste ragioni indirizziamo un appello all’Assessorato ai Lavori Pubblici perché riunisca tutti attorno a un tavolo e trovare una soluzione». (l.roj)

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