Politiche, Berlusconi detta la linea nell’isola
Il blocco del centrodestra tratta con il Psd’Az. Certe le candidature di Cappellacci, Pittalis e Fasolino
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CAGLIARI . Berlusconi ha deciso: in Sardegna, come nelle altre regioni, il centrodestra alle elezioni politiche dovrà presentarsi per forza compatto. Forte della vittoria nelle regionali siciliane dove «tutti abbiamo corso insieme per fermare Cinque Stelle e centrosinistra», il Cavaliere – sabato e domenica era a Villa Certosa – l’ha ripetuto anche ai notabili sardi di Forza Italia: Ugo Cappellacci, Salvatore Ciccu e Settimo Nizzi. «Dobbiamo stare tutti insieme», è l’ultimo messaggio arrivato da Berlusconi. Così, in Sardegna, la coalizione sarà composta oltre che da Forza Italia, Fdi-An e Lega, anche dai centristi dell’Udc, dai Riformatori che confluiranno nel movimento di Fitto «Direzione Italia», dalla Dc di Rotondi e da Energie per l’Italia capeggiato da Stefano Parisi. È possibile ma non è detto anche un’alleanza con il Psd’Az, impegnato in diverse trattative da una parte all’altra, ma pare in un confronto abbastanza avanzato con «Rinascimento», il movimento fondato da Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti. Trattativa, tra l’altro, contestata apertamente da Angelo Carta, capogruppo sardista in Consiglio regionale. «Il segretario Christian Solinas – ha detto – non può disporre del partito come se fosse cosa sua. Ogni scelta dovrà passare prima per il Consiglio nazionale». Per tornare al centrodestra, con Berlusconi i tre big regionali, incontrati separatamente, non avrebbero parlato ancora di nomi da candidare nel 2018, ma più che altro delle possibile strategie. Per il Cavaliere la coalizione va tenuta assieme il più possibile, anche a costo di qualche sacrificio importante fra gli aspiranti parlamentari in uno dei sei collegi uninominali per la Camera e nei tre per il Senato. I candidati sicuri per l’alleanza, nel maggioritario, dovrebbero essere Ugo Cappellacci nel collegio Cagliari metropolitana, Pietro Pittalis in quello Nuoro-Ogliastra, Marco Tedde per Sassari-Alghero o Settimo Nizzi in Gallura, che per ora partono alla pari. Gli altri tre posti nell’uninominale potrebbero andare invece agli alleati: il Sulcis all’Udc, uno fra Nuoro e Sassari a Fdi-An, mentre su Oristano i Riformatori sarebbero davanti al resto della pattuglia. Ben diverso, sarà il discorso per il proporzionale alla Camera, dove ogni gruppo presenterà la sua lista bloccata e, a quel punto, Forza Italia aspetta di sapere se i collegi in Sardegna saranno due o tre. Nel primo caso, con l’isola spaccata a metà, Cappellacci e Alessandra Zedda potrebbero guidare il listino Cagliari-Oristano, Pittalis o Nizzi quello Sassari-Nuoro. Se i collegi fossero invece tre, Nord, Centro e Sud, Forza Italia potrebbe scendere in campo con questi capolista: Cappellacci, Pittalis e Giuseppe Fasolino. Al Senato un dei tre collegi uninominali sarebbe di sicuro per l’uscente Emilio Floris, dovrebbe essere Cagliari, e lui potrebbe essere anche il capolista di Fi nel proporzionale. Gli altri due collegi, meno sicuri, invece potrebbero essere assegnati agli alleati. Però sui nomi tutti i giochi sono ancora aperti, l’importante è che «non ci siano diserzioni nel centrodestra», ha ribadito Berlusconi nel saluto finale.
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