La Nuova Sardegna

Anche un manager sardo nei “Paradise papers”

di Claudio Zoccheddu
Sebastiano Bazzoni
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Sebastiano Bazzoni

Il nome del gallurese Sebastiano Bazzoni figura nella lista degli italiani coinvolti Il dirigente di Pioneer Investments titolare di una società con sede a Bermuda

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SASSARI. Dopo la Vitrociset della famiglia Crociani e la Sir della dinastia Rovelli, la Sardegna compare nuovamente nei “Paradise Papers”, i documenti sottratti ai service fiscali in cui figurano le generalità degli intestatari di conti o di società offshore create per nascondere i capitali all’erario per godere dei vantaggi garantiti da leggi fiscali più convenienti. Dalle “carte del paradiso” spunta il nome di un sardo che da anni si occupa dell’industria della finanza: il gallurese Sebastiano Bazzoni. Secondo le ultime rivelazioni del consorzio giornalistico che controlla i 13mila file sottratti dai service finanziario Appleby e Asiacity, il nome dell’ex manager del gruppo Unicredit figura tra i primi 80 italiani che si sono serviti dello studio Appleby per aprire società di comodo con sede nei paradisi fiscali dei Caraibi, soprattutto a Bermuda e nelle Isole Cook.

Il manager sardo. Nei Paradise papers non c’è molto, anche perché la ricerca dell’anonimato è una delle condizioni alla base dei rapporti tra chi sposta i capitali e chi li accoglie nei paradisi. Spesso capita che il riferimento sia limitato al nome e alla nazionalità. E Sebastiano Bazzoni, attualmente manager finanziario della Pioneer Investment Management, è registrato negli elenchi di Appleby come titolare della “Pioneer Global Funds Distributor ltd”con sede a Bermuda. Un incarico che, però, non compare nella biografia ufficiale del manager sardo pubblicata proprio dalla Pioneer Investments in cui Bazzoni appare come vice presidente e consigliere indipendente di Pioneer Investment Management S.g.r.p.a. e consigliere indipendente di un’altra società del gruppo, la Pioneer Investment Management Ltd che ha sede a Dublino.

Gli incarichi. Un manager con più di 50 anni di esperienza maturata per la gran parte tra le fila dell’attuale gruppo Unicredit. Sebastiano Bazzoni si è occupato del management di Credito italiano in giro per il mondo assistendo alla nascita delle filiali in tutto il mondo. Nel 1999 ha lasciato il mondo delle banche per approdare alla Pioneer Investment, una società di investimento tra le più strutturate al mondo che, tramite i suoi 2mila dipendenti che lavorano in 28 Paesi, gestiste asset (i beni di proprietà delle aziende) per una cifra che supera i 220 miliardi di euro. Nel 2000 la Pioneer Investment è stata acquistata da Unicredito Italiano diventando l’unica società d’investimenti del Bel Paese attiva in tutto il mondo. Un “titolo” valido sino al 2016, quando è stata ceduta ai francesi di Amundi, del gruppo Crédit Agricole.

La fondazione. Sebastiano Bazzoni è attivo anche nel campo della solidarietà. Il manager Gallurese, nel 2000, ha scelto il nome del figlio per fondare la Roberto Bazzoni Onlus che si occupa di progetti di sostegno nelle aree disagiate del mondo, soprattutto in Africa e in Sud America. La Onlus, che dal 2011 si è fusa con l’associazione “Amici del Senatore Giovanni Spagnolli”, è nata dopo la scomparsa di Roberto Bazzoni, ortopedico gallurese morto in Kosovo il 12 novembre del 1999. Il medico stava raggiungendo i Balcani per aiutare le vittime della guerra che avevano bisogno di cure ortopediche. L’aereo che trasportava 24 persone, di cui 21 impegnate nelle missioni umanitarie, precipitò nei pressi di Pristina, la città più popolosa del Kosovo. Un incidente aereo che, purtroppo, non lasciò superstiti. Dopo la tragedia, che commosse la città di Olbia, di cui Roberto era originario, Sebastiano Bazzoni decise di proseguire il lavoro del figlio fondando un’associazione dedicata all’assistenza e al sostegno dei più deboli.

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