Fucilate al rivale: 14 anni di carcere
Condannato il falegname di Siurgus Donigala che reagì a un’aggressione in casa
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Quattordici anni di carcere è la pena inflitta dal giudice Giuseppe Pintori a Gianluigi Zuddas (52 anni), il falegname di Siurgus Donigala riconosciuto responsabile di omicidio volontario per aver tolto la vita con due fucilate a Massimo Setti (39 anni), un compaesano col quale da anni i rapporti erano molto tesi, colpendolo al torace. Il pm Liliana Ledda aveva chiesto la condanna a diciotto anni senza contestare la premeditazione e con lo sconto di pena legato al rito abbreviato e alle attenuanti generiche. Il difensore Ferruccio Melis aveva chiesto invece al giudice l’assoluzione per legittima difesa putativa o reale, secondo una ricostruzione alternativa dei fatti, che alla luce delle carte processuali sono questi: è la sera del 24 agosto del 2016 quando Setti, coinvolto in precedenti vicende giudiziarie, si presenta a casa di Zuddas insieme alla moglie e con un grosso bastone in pugno. Tra le due famiglie le liti erano continue e coinvolgevano anche i figli. Quella volta probabilmente Setti voleva dare una lezione al rivale, che era solo in casa. Su quanto sia accaduto all’incontro fra i due le versioni accusatoria e difensiva divergono: il pm Ledda ha sostenuto che Zuddas avrebbe impugnato il fucile - che deteneva regolarmente - e con quello avrebbe sparato contro Setti per due volte mentre questi si trovava a una certa distanza da lui. Per l’avvocato Melis e per l’imputato le cose sono andate in un altro modo: la moglie di Setti avrebbe tentato di togliere il fucile dalle mani di Zuddas e nel parapiglia sarebbero partiti i colpi che hanno fulminato il marito. Il difensore ha comunque chiesto che venisse applicata la norma del 2006, quella che regola la difesa personale nel caso di intrusione in abitazione privata. Ma per il pm Ledda e per il giudice Pintori l’annunciata aggressione da parte di Setti, che era armato di un bastone, non è sufficiente a giustificare una reazione così violenta, anche perchp i colpi di fucile esplosi sono due. In altra parole il falegname di Siurgus Donigala avrebbe potuto difendersi senza ricorrere al fucile, come già era accaduto nelle numerose circostanze in cui i due avevano litigato.
Zuddas venne arrestato dai carabinieri pochi minuti dopo il fatto: si era barricato in casa e aveva gridato di aver sparato soltanto per difendersi da un’aggressione.
Zuddas venne arrestato dai carabinieri pochi minuti dopo il fatto: si era barricato in casa e aveva gridato di aver sparato soltanto per difendersi da un’aggressione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
