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«Il bogamarì resta nei nostri piatti»

La sola idea di togliere dal menù la polpa di riccio e cancellare l'offerta dei primi piatti di linguine e spaghetti spaventa buona parte dei ristoratori algheresi. Quelle striscioline gialle,...

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La sola idea di togliere dal menù la polpa di riccio e cancellare l'offerta dei primi piatti di linguine e spaghetti spaventa buona parte dei ristoratori algheresi. Quelle striscioline gialle, arancione o rosse che grazie al riccio di mare arrivano sui tavoli della gastronomia locale , costituiscono infatti uno degli elementi di richiamo durante la stagione invernale.

Il concetto è piuttosto semplice : si riesce a strappare qualche coperto soltanto nei fine settimana e ciò avviene proprio per l'offerta dei primi piatti ai ricci. Qualche ristoratore sostiene che togliere dal menù quel prodotto significa ridurre in maniera considerevole il lavoro. Il mare della Riviera è infatti famoso per la prelibatezza del “bogamarì” il cui gusto particolare sarebbe frutto della integrità del fondali del golfo e della pastura garantita dalle praterie di posidonia, tra le più estese del Mediterraneo.

Va ricordato che in queste ultime settimane, con l'inverno che si fa sentire, la frequentazione dei ristoranti si è ridotta in maniera considerevole.

Da aggiungere che sono spariti dallo scalo di Nuraghe Biancu i voli low cost e, fino a questo momento, l'unico collegamento internazionale certo è quello da Londra Luton che partirà dal 29 di novembre. Una situazione difficile quindi che ha portato un noto ristoratore a sostenere la tesi che togliere la polpa dei ricci dal menù significherebbe chiudere l'attività durante la stagione invernale.

Ma 'è anche un altro dato : l'80 per cento circa della clientela del fine settimana, molti i sassaresi tradizionalmente buongustai e supporter del bogamarì catalano, viene ad Alghero e va in ristorante per mangiare i primi piatti con la polpa del riccio.

Difficile quindi, in questo momento, ipotizzare sulla Riviera del Corallo la riduzione dell'offerta dello spinoso frutto di mare. Scarsa sensibilità ambientale da parte della gastronomia algherese ? Sembra di no e a questo proposito viene ricordato che a Cagliari i pescatori di ricci concessionari di licenza sono circa 150, da queste parti poco più di una decina. Il contenimento dei consumi, quindi, va fatto dove la caccia è più consistente. (g.o.)



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