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Guariniello: su uranio inchiesta esemplare

Guariniello: su uranio inchiesta esemplare

Il magistrato elogia la Commissione guidata dal deputato Pd Scanu: «Ora serve una nuova legge»

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SASSARI. La commissione parlamentare di inchiesta sui danni da uranio impoverito continua la sua corsa. E lo farà fino alla fine della legislatura. La Camera ha prorogato la durata della commissione guidata dal deputato del Pd Gian Piero Scanu. La commissione in realtà ha già messo nero su bianco le conclusioni di almeno una parte dell’inchiesta. Ma va avanti per chiarire responsabilità e pericoli per i militari e i civili che vivono in aree in cui esistono attività militari. E continua anche l’attività di audizione della Commissione. In aula ha parlato anche uno dei consulenti di maggiore prestigio della Commissione, il magistrato Raffaele Guariniello. Il magistrato esalta il lavoro fatto dalla commissione in questi anni. E mette in evidenza come sia indispensabile superare la legislazione domestica. La norma per cui a valutare le patologie dei militari sia una commissione interna delle stesse forze armate. «Ma questa non è l’unica criticità. L’Osservatorio epidemiologico della Difesa riceve le informazione sui nuovi casi di patologie neoplastiche diagnosticati al personale in servizio, mentre non riceve alcuna informazione sui congedati. Con la conseguenza che arriva a contare 126 mesoteliomi tra i militari di tutte le Forze Armate, quando la Commissione solo nella Marina Militare ne ha individuato 571 su 1051 casi di patologie asbesto-correlate. In questi due anni abbiamo ascoltato dolenti storie di amianto, di radon, di uranio impoverito. E abbiamo ascoltato non solo storie di morti, ma anche storie ancora senza morti, e tuttavia storie di mancata osservanza delle norme a tutela degli ambienti di vita e degli ambienti di lavoro. E in queste storie, da eterno pubblico ministero, non ho potuto non cogliere notizie di reato: dall’omicidio colposo alle omissioni di cautele antinfortunistiche, dal disastro alle violazioni del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro. Ipotesi di reato non sempre prescritte. Le norme proposte da questa Commissione non sono soltanto necessarie per prevenire eventi come infortuni e malattie professionali, e, dunque, eventi dolorosi sul piano umano ed etico, ma persino sul piano economico. Sono anche una grande opportunità per prevenire altrettanto dolorose vicende processuali: dolorose per gli imputati così come per le vittime».



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