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Sanità, i cittadini a caccia dell’errore

Sanità, i cittadini a caccia dell’errore

Insieme ai medici, la rete Tramas valuterà la qualità dell’assistenza e non solo negli ospedali pubblici

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CAGLIARI. Gli ospedali finalmente e per sempre a misura di paziente, poi sicuri, umani e trasparenti. È questa la missione del comitato misto, medici e cittadini, di «Valutazione della sanità pubblica», che entro l’anno concluderà le ispezioni – anche se definirle così è un’esagerazione – nei 18 ospedali dopo essere stata già a San Gavino, Lanusei, Oristano, al Microcitemico, al Brotzu-San Michele e al Policlinico universitario di Cagliari. «A dicembre – ha detto Rita Pilloni, responsabile dell’iniziativa per l’assessorato alla sanità – avremo una mappa completa di quello che va e non va, di quello che c’è o manca in tutti i reparti». A guidare la pattuglia dei cittadini sarà la rete Tramas, in cui si riconoscono 37 associazioni di pazienti e loro familiari. «L’obiettivo – ha sottolineato l’assessore Luigi Arru – è di avere sul campo degli osservatori che verifichino di continuo la qualità degli ospedali. Non cerchiamo dei complici, ma dei cittadini consapevoli del loro ruolo e convinti che grazie ai loro suggerimenti possiamo migliorare la qualità del servizio». Anni fa a cominciare questo percorso è stata la Toscana, ora è la volta della Sardegna. Il modello di verifica è tarato su 142 variabili che vanno dalla sicurezza al comfort, dalla qualità del rapporto medico-paziente alla semplificazione. «Saranno proprio questi cittadini esperti, che hanno partecipato a un’accademia – sono state le parole dell’assessore – a verificare, insieme ai medici, quali sono le virtù e i difetti di ciascuna struttura». I controlli non vanno intesi come una pagella: «Non dobbiamo mettere insieme una o più classifiche, ma capire sul campo dove dobbiamo intervenire». A proporre le soluzioni sarà l’Agenzia nazionale per servizi sanitari, l’Agenas, che riceverà le relazioni del comitato. «Per ogni ospedale – ha aggiunto Rita Pilloni – comunicheremo subito le possibili criticità, aspetteremo le controdeduzioni di Agenas, che si rifà a degli standard nazionali, e poi verificheremo quando e come saranno applicate». In un momento di grande rivoluzione, cominciata con l’Asl unica, passata attraverso la recente riforma della rete ospedaliera e che si concluderà con la partenza ell’Azienda per le emergenze-urgenze, l’Areus, «siamo molto interessati a capire come i cittadini percepiscono e percepiranno la qualità delle cure e delle strutture». L’esito dei primi sei sopralluoghi non è stato svelato e solo quando saranno completati gli altri dodici «invieremo il nostro diario di bordo all’Agenzia nazionale e lì scopriremo lo stato di salute della sanità pubblica». Sarà buono? Di sicuro c’è ancora molto da fare.

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