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Truzzu: «Per essere elette serve più partecipazione»

Truzzu: «Per essere elette serve più partecipazione»

SASSARI. A parole la vera riserva indiana sembra quella del gruppo Sardegna, dove i suoi consiglieri sono gli unici ad aver dichiarato la loro contrarietà alla doppia preferenza. E neanche tutti....

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SASSARI. A parole la vera riserva indiana sembra quella del gruppo Sardegna, dove i suoi consiglieri sono gli unici ad aver dichiarato la loro contrarietà alla doppia preferenza. E neanche tutti. Mariano Contu, Forza Italia, ha infatti annunciato che oggi non sarà in aula. Restano in tre - il capogruppo Marcello Orrù (Psd’Az), Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia) e Gennaro Fuoco (Uds) - contro gli altri 56 schierati tutti per il sì. Ma non è un mistero che il voto segreto potrebbe scrivere un epilogo diverso.

Onorevole Truzzu perché no alla doppia preferenza?

«Perché non aiuta ad aumentare la presenza delle donne. Il vero problema che abbiamo oggi riguarda la partecipazione delle donne in politica, bisogna lavorare su quella. Ma purtroppo il sistema di welfare che abbiamo non consente alle donne di conciliare l’attività politica con la famiglia e il lavoro. Anche gli uomini che partecipano alla politica devono fare rinunce di un certo tipo, ma gran parte del carico familiare ricade sulla donna, che è prima mamma, poi badante e infine nonna».

C’è chi sostiene che molti consiglieri uomini abbiano paura di perdere potere con più donne nell’aula.

«Di certo io non potrei essere tra questi visto che faccio parte di un partito, Fratelli d’Italia, che è l’unico guidato da una donna, Giorgia Meloni. Anche io l’ho votata, e non perché è donna, ma perché è la più brava. Piuttosto dobbiamo chiederci perché le donne primeggiano in tanti campi e solo in politica non riescono a emergere. Solo a Cagliari sono donne il rettore dell’università, il prefetto, il capo della Procura, la presidente della Corte d’appello. Dobbiamo fare in modo che le donne possano partecipare in maniera più attiva alla politica e a quel punto, ne sono certo, saranno anche elette. Più che la doppia preferenza sa qual è il vero problema?».

Dica.

«Che in Sardegna abbiamo una legge elettorale scritta male che non garantisce la rappresentanza. Nel 2014 Fratelli d’Italia ha preso 19mila voti e l’Uds 17mila. Eppure, pur essendo nella stessa coalizione, noi abbiamo un solo consigliere e loro due. Credo che più che della doppia preferenza dovremmo preoccuparci di queste ingiustizie».

Oggi, però, il Consiglio regionale sarà chiamato a votare la doppia preferenza e voi chiederete il voto segreto...

«In questi giorni si è fatta una dietrologia clamorosa. Io ho detto solo che il voto segreto è stato istituito per tutelare la libertà di coscienza dei consiglieri regionali, svincolandoli dalla linea imposta dal gruppo di appartenenza. Ma non lo abbiamo mai chiesto».

Oggi lo chiederete?

«È un’ipotesi. Ma sinceramente non mi è piaciuto il clima di intimidazione che si è respirato in questi giorni da parte dei rappresentanti di genere».

Ma tra i consiglieri favorevoli alla doppia preferenza c’è qualcuno che le ha detto: “In caso di voto segreto potrei cambiare idea”?

«Non mi faccia dire cose che non posso. Più che altro non capisco tutta questa preoccupazione visto che a dire apertamente no alla doppia preferenza siamo stati solo in tre su 60. Qualcosa non torna». (al.pi.)

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