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Malattie professionali in aumento

Malattie professionali in aumento

La Sardegna è terza in Italia per numero di denunce: in 5 anni cresciute del 75%

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CAGLIARI . Duemila infortuni sul lavoro in meno dal 2012 al 2016: prevenzione e sicurezza pare abbiano funzionato. Nel report dell’Inail sulla Sardegna, la curva continua a scendere verso il basso. Anche se c’è ancora molto da fare: gli incidenti mortali, negli ultimi tre anni, sono stati 76 in tutto di cui 26 nel 2016. È proprio questa oscillazione fra dati positivi, meno infortuni, e negativi, quelli mortali non diminuiscono con una media di 25 l’anno, a confermare che l’emergenza c’è ancora. L’ha ribadito poche settimane fa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «È indispensabile che le norme siano rispettate con scrupolo e i controlli siano attenti e rigorosi». Che la rete abbia comunque e ancora le maglie larghe è confermato da un altro dato: l’isola è al terzo posto, nella classifica nazionale, delle denunce di malattie professionali: 6.011 casi, con un aumento del 75,3 per cento rispetto al 2012. L’incidenza è alta soprattutto se messa a confronto con altre regioni più industrializzate: Lombardia (4.010 denunce), Lazio (3.926), Piemonte (2.159) e Campania (2.623). Peggio della Sardegna, solo la Toscana (7.993) e l'Emilia Romagna (7.118). È quanto emerge da un'anticipazione dei dati su infortuni e malattie professionali presentata nel convegno «Ambienti di vita e lavoro verso gli infortuni zero», organizzato dall’Associazione formatori e operatori della sicurezza.

Province e settori. Nei territori dov’è maggiore la concentrazione delle aziende, Cagliari e Sassari, è più alto anche il numero d’infortuni. Nel primo caso, 4,773, erano 5mila nel 2012, mentre Sassari è scesa da 2.844 a 2.276. Poi Olbia con 1.414, Oristano 1.374 e Nuoro, agli ultimi due posti il Medio Campidano, 658 contro 784, e l’Ogliastra, 435 contro i 581 del 2012. Industria e agricoltura sono invece i settori produttivi più macchiati dagli infortuni: 9.078 nel 2016 contro 10.537 e 1.722 contro 2.010. Al terzo posto l’edilizia: da 1.167 a 727.

Malattie professionali. Le denunce riguardano in gran parte l'apparato osteomuscolare e del tessuto connettivo: 76 per cento. «È un dato curioso perché a parità di rischio, in altre regioni lo stesso tipo di malattie occupa il 63 per cento – ha commentato la direttrice dell'Inail, Enza Scarpa – In Sardegna quindi devono essere ancora migliorate le condizioni di lavoro». Inoltre, ha spiegato, «è fondamentale curare comportamenti da cui derivano incidenti anche non rilevanti per l’Inail, ma comunque pericolosi e quindi sempre da evitare».

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