La Nuova Sardegna

Il Csm controllerà l’efficienza delle Procure

di Giandomenico Mele
Il Csm controllerà l’efficienza delle Procure

Gli uffici sardi saranno potenziati per migliorare l’attività nel campo di controllo dei crimini

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SASSARI. Revoca delle inchieste da parte dei procuratori della Repubblica ai sostituti, mancata assegnazione automatica dei fascicoli, eccessiva discrezionalità nella trattazione dei procedimenti. Le procure italiane, negli ultimi anni, sono state spesso teatro di conflitti, anche aspri. Per questo il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di intervenire approvando una circolare sulla organizzazione degli uffici inquirenti.

«A distanza di dieci anni dalla riforma dell’Ordinamento giudiziario il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di intervenire per rendere il suo controllo sugli uffici di procura più penetrante», ha spiegato Luca Forteleoni, componente togato del Csm, che ben conosce il tema avendo svolto le funzioni di pubblico ministero nelle procure di Cagliari, Oristano e Nuoro. Il magistrato ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha predisposto la circolare, poi approvata all’unanimità dal plenume del Csm. «D’ora in poi il Csm controllerà i criteri organizzativi adottati dai procuratori della Repubblica per garantire l’azione imparziale dell’azione penale, la speditezza del procedimento, anche in relazione ai reati più gravi, la pari dignità dei procuratori che operano all’interno degli uffici di procura». Una vera rivoluzione, nata anche per evitare che si ripetano episodi come quelli accaduti a Milano quando il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati esautorò dal ruolo di capo del pool anti corruzione il procuratore aggiunto Alfredo Robledo trasferendolo all’ufficio di esecuzione penale. «Sì, episodi come questo non potranno ripetersi», conferma il magistrato.

Con la circolare appena approvata il Csm va oltre le attuali disposizioni normative che prevedono da parte del Csm una semplice presa d’atto su come il procuratore organizza il suo ufficio. Secondo la circolare, i procuratori potranno indicare le priorità nella trattazione dei procedimenti, anche tenendo conto della specifica realtà criminale e territoriale, e determinare i criteri a cui i magistrati dell’ufficio devono attenersi nell’impiego della polizia giudiziaria, nell’uso delle risorse tecnologiche e finanziarie. I procuratori dovranno comunque far partecipare tutti i magistrati dell’ufficio alla stesura del progetto organizzativo, su cui si esprimerà anche il Csm. Le nuove regole organizzative delle procure potrebbero avere un impatto positivo anche su quelle sarde. «Nella circolare è previsto il potenziamento dei gruppi di specializzazione – dice il magistrato – In quest’ottica potrebbe diventare più efficace la lotta delle procure sarde contro le specificità criminali della Sardegna». (g.z.)

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