La dottoressa Alba Puddu è ora indagata per truffa
di Giusy Ferreli
La Procura ha aperto un fascicolo a carico del medico di Tertenia nella bufera
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LANUSEI. Truffa aggravata: è questo il capo d'accusa che la Procura della Repubblica Lanusei ha ipotizzato nei confronti della dottoressa di Tertenia Alba Veronica Puddu. E che comparirà nel fascicolo a carico del medico estetico ogliastrino, sorpreso dall'inviato de "Le iene" Silvio Schembri a diagnosticare, con rapidissime ecografie, inesistenti patologie tumorali e, subito dopo, a promettere guarigioni lampo.
La posizione della Puddu è al vaglio della magistratura che si sta avvalendo e delle verifiche dei Nas (chiamati in causa anche dall'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru che sta seguendo la vicenda con la massima attenzione) e delle indagini preliminari dei loro colleghi della stazione di Tertenia coordinati dal comandante della Compagnia di Jerzu, capitano Giuseppe Merola.
La dottoressa non dovrà preoccuparsi solo di eventuali risvolti penali, ma anche delle probabili ripercussioni in arrivo dal fronte dell'Ordine dei medici. Mercoledì la riunione del Consiglio (11 componenti tra cui nove medici e due odontoiatri) è andata avanti per le lunghe in quella che si è rivelata solo al prima tranche di una procedura decisamente complessa destinata a verificare se vi siano o meno gli estremi per provvedimenti disciplinari. «Abbiamo iniziato a valutare il caso. Ma questa prima seduta, seppure molto importante per inquadrare quanto è accaduto realmente, non può bastare» spiega a riguardo Maria Giobbe, il medico radiologo a capo dell'organismo che raggruppa i camici di Nuoro e Ogliastra.
E per stabilire la verità occorre accertare cosa la Puddu abbia realmente detto all'inviato del programma di Italia Uno. «Abbiamo deciso di chiedere a Mediaset il filmato integrale del servizio andato in onda domenica scorsa» dichiara la dottoressa Giobbe. Un passaggio obbligato, visto e considerato che la difesa della dottoressa Puddu passa per una dichiarazione perentoria precisa. «Quel servizio – aveva dichiarato subito dopo la messa in onda Alba Veronica Puddu –, è fuorviante. L'intervista è stata tagliata e montata ad arte e io li ho diffidati dal trasmettere altri filmati». Un altro passaggio, spiega ancora la responsabile nuorese dell'Ordine riguarda l'acquisizione delle testimonianze degli ex pazienti della professionista. Non sarà difficile reperire i loro racconti, anche perché dopo il caos suscitato dalle rivelazioni in tv, in tanti hanno deciso di raccontare la loro esperienza. In ultima istanza toccherà alla protagonista del caso essere ascolta dai suoi colleghi. E che a sostegno di una difficile autodifesa ha sfoderato i suoi titoli. «Non mi sono inventata niente – aveva ribadito Alba Veronica Puddu – sono laureata alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari, ho frequentato la scuola di Medicina Estetica a Milano, sono stata socia della Società Europea della calvizie, ho conseguito il diploma di Chirurgia della mammella a Roma frequentando i migliori centri di oncologia in Italia. Non so se basta questo per esercitare la professione».
Titoli in abbondanza che non riescono, tuttavia, a sgombrare la controversa vicenda dalle ombre che si sono addensate sul suo operato. Sono in tanti, infatti ad aver denunciato quelle che sono apparse come pratiche sanitarie poco ortodosse. Come la cura di gravi forme tumorali con alcune sedute di terapia a base di ultrasuoni e radiofrequenza. Ovviamente dietro il pagamento di laute parcelle. Nelle indagini si terrà conto anche di queste testimonianze di ex pazienti della Puddu. Alcuni di loro hanno denunciato quanto era a loro accaduto anche alla Nuova Sardegna. Come il pensionato di Tertenia Vittorio Gessa, 64 anni, che era andato per curare una vasculite al piede sinistro. Alla fine gli è stato amputata parte della gamba.
La posizione della Puddu è al vaglio della magistratura che si sta avvalendo e delle verifiche dei Nas (chiamati in causa anche dall'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru che sta seguendo la vicenda con la massima attenzione) e delle indagini preliminari dei loro colleghi della stazione di Tertenia coordinati dal comandante della Compagnia di Jerzu, capitano Giuseppe Merola.
La dottoressa non dovrà preoccuparsi solo di eventuali risvolti penali, ma anche delle probabili ripercussioni in arrivo dal fronte dell'Ordine dei medici. Mercoledì la riunione del Consiglio (11 componenti tra cui nove medici e due odontoiatri) è andata avanti per le lunghe in quella che si è rivelata solo al prima tranche di una procedura decisamente complessa destinata a verificare se vi siano o meno gli estremi per provvedimenti disciplinari. «Abbiamo iniziato a valutare il caso. Ma questa prima seduta, seppure molto importante per inquadrare quanto è accaduto realmente, non può bastare» spiega a riguardo Maria Giobbe, il medico radiologo a capo dell'organismo che raggruppa i camici di Nuoro e Ogliastra.
E per stabilire la verità occorre accertare cosa la Puddu abbia realmente detto all'inviato del programma di Italia Uno. «Abbiamo deciso di chiedere a Mediaset il filmato integrale del servizio andato in onda domenica scorsa» dichiara la dottoressa Giobbe. Un passaggio obbligato, visto e considerato che la difesa della dottoressa Puddu passa per una dichiarazione perentoria precisa. «Quel servizio – aveva dichiarato subito dopo la messa in onda Alba Veronica Puddu –, è fuorviante. L'intervista è stata tagliata e montata ad arte e io li ho diffidati dal trasmettere altri filmati». Un altro passaggio, spiega ancora la responsabile nuorese dell'Ordine riguarda l'acquisizione delle testimonianze degli ex pazienti della professionista. Non sarà difficile reperire i loro racconti, anche perché dopo il caos suscitato dalle rivelazioni in tv, in tanti hanno deciso di raccontare la loro esperienza. In ultima istanza toccherà alla protagonista del caso essere ascolta dai suoi colleghi. E che a sostegno di una difficile autodifesa ha sfoderato i suoi titoli. «Non mi sono inventata niente – aveva ribadito Alba Veronica Puddu – sono laureata alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari, ho frequentato la scuola di Medicina Estetica a Milano, sono stata socia della Società Europea della calvizie, ho conseguito il diploma di Chirurgia della mammella a Roma frequentando i migliori centri di oncologia in Italia. Non so se basta questo per esercitare la professione».
Titoli in abbondanza che non riescono, tuttavia, a sgombrare la controversa vicenda dalle ombre che si sono addensate sul suo operato. Sono in tanti, infatti ad aver denunciato quelle che sono apparse come pratiche sanitarie poco ortodosse. Come la cura di gravi forme tumorali con alcune sedute di terapia a base di ultrasuoni e radiofrequenza. Ovviamente dietro il pagamento di laute parcelle. Nelle indagini si terrà conto anche di queste testimonianze di ex pazienti della Puddu. Alcuni di loro hanno denunciato quanto era a loro accaduto anche alla Nuova Sardegna. Come il pensionato di Tertenia Vittorio Gessa, 64 anni, che era andato per curare una vasculite al piede sinistro. Alla fine gli è stato amputata parte della gamba.
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