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Anci: Finanziaria, più soldi per i Comuni

Anci: Finanziaria, più soldi per i Comuni

Deiana: «Mancano risorse sulle povertà, ora la Regione deve aprire una nuova vertenza con lo Stato»

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CAGLIARI . I Comuni vivono da sempre una doppia emergenza: la povertà che avanza, «chiedetelo ai sindaci, quante persone disperate bussano, ogni giorno, alla porta dei Municipi: tante», e poi hanno le casse vuote. Svuotate da uno Stato che, in pochi anni, ha tagliato di netto i finanziamenti: all’appello manca un miliardo e mezzo, o che continua a vietare a «noi sindaci di spendere quello messo da parte dai Comuni più virtuosi ed è un altro miliardo e mezzo inutilizzabile». Bene, di un’emergenza e dell’altra si parla poco o nulla nella Finanziaria 2018 della Regione. «L’abbiamo analizzata punto per punto e così com’è non può andare», ha detto Emiliano Deiana, sindaco e presidente dell’Anci. Per fronteggiare il dramma della povertà, ad esempio, mancano 40 milioni. Il calcolo che i Comuni hanno fatto è questo: «Sono quasi 21mila le famiglie che, nel 2017, hanno chiesto di essere aiutate dai nostri servizi sociali. Abbiamo stimato che per rispondere a tutte le istanze, servirebbero oltre 66 milioni. Ma finora dalla Regione ne sono arrivati meno di 30. Quindi, mancano 42 milioni e 634mila euro». Al di là dell’algebra, sempre esatta e cinica, «la verità – ha denunciato Deiana – è che fronteggiamo una città popolata da 80 mila poveri, con neanche la metà dei soldi necessari». Per poi aggiungere: «È un’altra dimostrazione che i finanziamenti per le emergenze sociali sono insufficienti e lo saranno anche questa volta». Con subito un suggerimento provocatorio per il Consiglio: «Sappiamo che ha a disposizione 40 milioni per le sue cosiddette spese libere. Bene, quest’anno invece di farli finire, come al solito, in chissà quali piccole o grandi mance, trasferisca 20 milioni nel fondo contro le povertà. Certo, il prossimo anno potrebbe esserci qualche giardinetto in meno, ma di sicuro più soldi per le famiglie in difficoltà». Nella Finanziaria, sempre secondo l’Anci, anche il capitolo destinato al reddito di cittadinanza o Reis, è sottodimensionato, anche se Deiana un dubbio l’ha sollevato: «Non credo sia quello strumento migliore da proporre ai giovani. Così rischiamo di farli diventare degli assistiti seriali, mentre servirebbero altri interventi per farli entrare nel mondo del lavoro. Non dimentichiamocelo – ha aggiunto – è proprio il lavoro quello che manca e un piano straordinario destinato a far crescere l’occupazione sarebbe una bella novità e invece nella Finanziaria non c’è traccia neanche di quello». La seconda emergenza non è sociale ma di cassa: «Lo Stato – sono state le parole di Deiana – sembra voler far finire sul lastrico i Comuni. Ha tagliato i trasferimenti, continua a chiudere gli uffici, e ancora ci chiediamo come mai i nostri paesi si spopolano. Mi sembra ovvio: la gente fugge quando non ci sono più servizi, o s’accorge che il suo sindaco è costretto ad aumentare le tasse comunali per far viaggiare gli scuolabus». Ma c’è di peggio: «Molti di noi avrebbero un bel po’ di milioni da spendere, sono quelli avanzati o risparmiati da un anno all’altro, eppure non possiamo toccarli. I conti sono bloccati da assurdi meccanismi, il pareggio di bilancio ad esempio». Per l’Anci è arrivato il momento che la Regione si renda conto non solo delle emergenze, ma apra con lo Stato una nuova vertenza. «È vero che lo ha già fatto – ha detto Deiana – ma sempre come Ente, mai come Sardegna ed è invece quello che noi sindaci sollecitiamo e vogliamo, anche se, va detto, qualche volta noi stessi siamo travolti dal campanilismo. Comunque, alla Regione dico: abbandoniamo la strategia della leale collaborazione con lo Stato, che poco o nulla è stato leale con noi, e passiamo alla dura contestazione, per non schiantarci su una Finanziaria che così com’è non va proprio». (ua)

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