Artigiano picchiato e legato nella bottega
Aggressione a Cagliari in via Dante. I banditi cercavano denaro, la vittima è ricoverata in ospedale
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CAGLIARI. Era nella sua casa di via Dante con la bottega ricavata in un angolo e stava chiudendo il locale quando, intorno alle 19.30, alcune persone sono entrate a forza e lo hanno brutalmente aggredito. L’uomo ha cercato di difendersi, ma non ha avuto scampo: il gruppo lo ha picchiato servendosi anche di una bottiglia e di un bastone trovati nella casa, poi lo hanno costretto a sedersi per legarlo, schiaffeggiandolo ancora, mentre uno di loro cominciava a rovistare nel piccolo locale alla ricerca, si ritiene, di soldi che lo stesso artigiano stava cercando di far capire in tutti i modi che non c’erano. A quanto pare, più cercava di negare la presenza di denaro in quella che era la sua abitazione ma anche il luogo di lavoro, più il gruppo di uomini lo picchiava. Poi se ne sono andati, dopo aver messo a soqquadro il locale, e l’uomo, dolorante, è riuscito a liberarsi. Ha chiamato lui stesso il 118 chiedendo aiuto, l’ambulanza è arrivata rapidamente e lui è stato caricato a bordo. Le ferite non apparivano gravi, ma lo stato di choc era piuttosto serio.
Gli operatori del 118 hanno chiamato subito i carabinieri e i militari della compagnia sono arrivati col loro comandante, il maggiore Luca Vasaturo, e il responsabile del nucleo radiomobile, il tenente Stefano Martorana. La stanza era completamente in aria, scatole e cassetti rovesciati, il contenuto sul pavimento, i divani e le poltrone danneggiati. Non è chiaro neppure il numero dei malviventi che si sono introdotti nella casa al piano terra, in parte trasformata, stando ai primi accertamenti, in un piccolo salone per il taglio dei capelli.
Di sicuro erano due, l’artigiano, un poco in stato confusionale, ha detto però che erano di più: tre, forse anche quattro. C’era riserbo sulla descrizione che l’uomo ha dato dei suoi aggressori.
Gli operatori del 118 hanno chiamato subito i carabinieri e i militari della compagnia sono arrivati col loro comandante, il maggiore Luca Vasaturo, e il responsabile del nucleo radiomobile, il tenente Stefano Martorana. La stanza era completamente in aria, scatole e cassetti rovesciati, il contenuto sul pavimento, i divani e le poltrone danneggiati. Non è chiaro neppure il numero dei malviventi che si sono introdotti nella casa al piano terra, in parte trasformata, stando ai primi accertamenti, in un piccolo salone per il taglio dei capelli.
Di sicuro erano due, l’artigiano, un poco in stato confusionale, ha detto però che erano di più: tre, forse anche quattro. C’era riserbo sulla descrizione che l’uomo ha dato dei suoi aggressori.
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