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Camera di commercio, ex presidente nei guai

Camera di commercio, ex presidente nei guai

La procura di Cagliari ha chiuso le indagini: Giancarlo Deidda, ex numero uno, è accusato di peculato

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CAGLIARI. La procura della Repubblica ha chiuso l’indagine sull’ex presidente della Camera di commercio, Giancarlo Deidda, sul segretario generale, Luca Camurri, la vice, Simonetta Oddo Casano e un dipendente, Fabrizio Lecca. Entro venti giorni, gli avvocati difensori potranno presentare documenti e memorie, poi il pm (Gian Giacomo Pilia), valuterà se chiedere il rinvio a giudizio dei quattro indagati. Le accuse sono numerose, si va dal peculato al falso, dal danneggiamento alla diffamazione, dall’omessa denuncia di reato alla diffamazione. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari c’è la storia di quasi tre anni di dissapori tra la segreteria generale e alcuni dirigenti e funzionari a proposito delle spese proposte dal presidente o dal segretario generale che i dirigenti non volevano sottoscrivere. Dissapori sfociati, secondo le accuse, in maltrattamenti, trasferimenti dequalificanti, anche un licenziamento. Ritorna la storia delle piante comprate nel volgere di pochi giorni per adornare la fiera campionaria del 2014, spesa che doveva sostituire quella per moquette e pareti di carton gesso ritenute più costose, meno durature e meno ecologiche da chi le richiedeva (Camurri), mentre i dirigenti notavano che la procedura di acquisto era opinabile. Poi c’è l’uso dell’auto pubblica, ritenuto non corretto, da parte del presidente: per andare a seguire le attività della Camera, Deidda si faceva venire a prendere a casa oppure nel suo ristorante. Secondo gli accusatori il presidente avrebbe dovuto raggiungere la Camera con mezzi propri e quindi raggiungere con l’auto pubblica altri luoghi in cui svolgere attività legate al suo mandato. Tra le accuse compare anche l’abuso d’ufficio a carico dell’ex presidente Deidda per il comportamento adottato quando, parte del consiglio della Camera di commercio, aveva deciso di votargli la sfiducia, tentando anche di eleggere un altro presidente (Vito Tizzano). Deidda è accusato di non aver convocato il consiglio camerale, di non essersi astenuto quando era necessario e quindi, dal 16 febbraio al 25 giugno (la Regione commissariò la Camera), di aver percepito ormai ingiustamente l’indennità prevista per il presidente della Camera. Nell’indagine preliminare compare anche il braccio di ferro sui revisori dei conti dichiarati decaduti, pare, dalla presidenza mentre questo doveva essere compito del consiglio camerale.

Raggiunto al telefono, Giancarlo Deidda si dichiara tranquillo: «Come è stato per le carte di credito (Deidda usò per errore la carta della Camera a fini personali, quando scoprì l’addebito sul conto della Camera restituì subito la somma), porterò tutte le spiegazioni necessarie». Luca Camurri ha scelto di lasciare la segreteria generale (da ieri): «Non mi sono messo in aspettativa per farmi comandare in altra amministrazione. Ora sono un manager libero da incarichi. Sono stato apprezzato ovunque sia andato per il mio lavoro, ho ricevuto tanti riconoscimenti, sulle accuse che mi sono state mosse a Cagliari ho 4 metri lineari di documenti che proveranno la correttezza del mio operato». (a. s.)

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