Legge elettorale, soglia del 2% per i partiti
La commissione Riforme vuole introdurre uno sbarramento anche all’interno delle coalizioni
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CAGLIARI. Mai più “porte girevoli”, con onorevoli che entrano ed escono, uno dopo l’altro, a seconda di questa o quella sentenza. È accaduto con la legge elettorale del 2014, non dovrà succedere con quella con cui fra due anni i sardi voteranno per il Consiglio regionale. La nuova missione della commissione riforme è questo: uno sbarramento interno alle coalizioni. Solo i partiti alleati che lo supereranno, potranno partecipare alla suddivisione dei seggi. Sbarramento invece inesistente nella legge in vigore, quella già modificata con l’inserimento della doppia preferenza di genere, e vero motivo dell’andirivieni di consiglieri in questa legislatura, con continui avvicendamenti – decisi dal Consiglio di Stato – sia fra i banchi della maggioranza di centrosinistra sia dell’opposizione. Per il presidente della commissione – Francesco Agus di Campo progressista – «su questo punto (l’ipotesi di lavoro è una soglia intorno al 2 per cento) l’accordo potrebbe essere trovato abbastanza in fretta, perché nessun partito vuol vivere un’altra legislatura nell’incertezza». Sul resto della riforma invece l’accordo appare più complicato. Le proposte di legge in campo sono cinque e spesso neanche conciliabili fra loro. Ad esempio non è ancora chiara l’intenzione se confermare, abbassare o addirittura abolire le soglie di sbarramento per i partiti che si presentano da soli (oggi è del 5 per cento) e quelle a carico delle coalizioni, il 10 per cento. Secondo alcuni sarebbero troppe alte ed è ovvio che a spingere perché siano ridotte sono soprattutto i piccoli parti, mentre quelli più grandi vorrebbero tenerle come sono per evitare una rischiosa parcellizzazione all’interno delle coalizioni. «I punti in discussione sono anche altri, ad esempio il diritto di tribuna per i candidati-presidenti sconfitti, quelli dal secondo posto in poi, che però superano una soglia di voti – ha detto il presidente della commissione – Ma solo fra qualche giorno capirò fino a che punto i capigruppo vogliano spingersi nei prossimi mesi nel confronto sulla riforma elettorale».
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