Nella Legge di stabilità solo 15 milioni
Il centrosinistra comunque fiducioso sugli accantonamenti. L’opposizione dura: una mancia elettorale
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CAGLIARI. Ammettiamolo: 15 milioni di risarcimenti sono pochi, soprattutto se i soldi che lo Stato nega ogni anno alla Sardegna sono almeno quaranta volte tanto. Però nella Legge di stabilità nazionale quei soldi ci sono, anche se arriveranno solo nel 2019, e vanno comunque presi. È questo il secondo emendamento chiave, presentato sempre dai senatori Silvio Lai e Luciano Uras, nella Finanziaria, sarà l’ultima, del governo Gentiloni. Però al di là dei milioni, c’è un passaggio importante, qualche riga dopo, nel testo licenziato da Palazzo Madama. «Lo Stato – è la spiegazione di Uras – ha riconosciuto che d’ora in poi i complessi rapporti finanziari con la Regione dovranno essere ridiscussi ed è un qualcosa che finora invece aveva cercato sempre di evitare». Con la trattativa ancora aperta sugli accantonamenti (saranno 684 i milioni negati alla Sardegna anche nel 2018) fra la Regione e il governo, sono arrivati pronta cassa solo i 15, per «sanare almeno una parte del ritardo nello sviluppo economico», è scritto nella legge. Il senatore Lai ha una certezza: «Abbiamo ottenuto il massimo e devo ammettere che tra l’altro e fino all’ultimo, io e Uras, eravamo indecisi se accettarli o meno». Ma il tutto va visto in prospettiva: «Così come scritto dalla Corte costituzionale, in almeno due sentenze, lo Stato ha riconosciuto, nel riaprire la trattativa, che non può decidere da solo quanto dev’essere il contributo della Sardegna per risanare il debito pubblico nazionale. Non può farlo, deve esserci un’intesa, e in questa articolo della Legge di stabilità è proprio lo Stato a dirsi pronto a discutere non sono del prelievo forzoso, ma anche delle altre entrate», è un’altra parte della spiegazione dei due senatori.
I dubbi. «Se i 15 milioni nel 2019 fossero l’unica risposta sugli accantonamenti non potremmo che dichiararci insoddisfatti. Sappiamo però che sono solo un primo passo», è stato il commento del governatore Francesco Pigliaru, tra l’altro ancora in attesa di una risposta ufficiale dal governo dopo il vertice d’inizio novembre a Palazzo Chigi. Per poi aggiungere: «Oggi più che mai vogliamo conoscere le regole in base alle quali ci viene imposto un livello così alto di accantonamenti, che ci pare ingiustificato e ingiusto, fino a violare alcune regole fondamentali stabilite dalla Consulta. Da mesi chiediamo che sia formulata un’intesa e ci auguriamo che il passaggio alla Camera dia una risposta più adeguata alle nostre richieste. Da parte nostra continueremo a portare avanti una battaglia che riteniamo giusta». Secondo l’assessore al bilancio Raffaele Paci: «La cifra destinata alla Sardegna non corrisponde minimamente alle nostre richieste. Da parte del governo c’è però il riconoscimento della necessità di trovare un accordo, perché ha capito che non può imporci gli accantonamenti».
Opposizioni scatenate. Forza Italia, con Marco Tedde, e i Riformatori con Attilio Dedoni, hanno affondato subito i colpi: «I 15 milioni sono una beffa. Non sappiamo se ridere o piangere di fronte a questa offensiva mancetta elettorale. Pigliaru abbia il coraggio di ribellarsi di fronte allo stucchevole trionfalismo dei parlamentari del centrosinistra». (ua).
I dubbi. «Se i 15 milioni nel 2019 fossero l’unica risposta sugli accantonamenti non potremmo che dichiararci insoddisfatti. Sappiamo però che sono solo un primo passo», è stato il commento del governatore Francesco Pigliaru, tra l’altro ancora in attesa di una risposta ufficiale dal governo dopo il vertice d’inizio novembre a Palazzo Chigi. Per poi aggiungere: «Oggi più che mai vogliamo conoscere le regole in base alle quali ci viene imposto un livello così alto di accantonamenti, che ci pare ingiustificato e ingiusto, fino a violare alcune regole fondamentali stabilite dalla Consulta. Da mesi chiediamo che sia formulata un’intesa e ci auguriamo che il passaggio alla Camera dia una risposta più adeguata alle nostre richieste. Da parte nostra continueremo a portare avanti una battaglia che riteniamo giusta». Secondo l’assessore al bilancio Raffaele Paci: «La cifra destinata alla Sardegna non corrisponde minimamente alle nostre richieste. Da parte del governo c’è però il riconoscimento della necessità di trovare un accordo, perché ha capito che non può imporci gli accantonamenti».
Opposizioni scatenate. Forza Italia, con Marco Tedde, e i Riformatori con Attilio Dedoni, hanno affondato subito i colpi: «I 15 milioni sono una beffa. Non sappiamo se ridere o piangere di fronte a questa offensiva mancetta elettorale. Pigliaru abbia il coraggio di ribellarsi di fronte allo stucchevole trionfalismo dei parlamentari del centrosinistra». (ua).
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