La Nuova Sardegna

L’esperto di Slow food valter musso 

«Saranno un’alternativa alle nostre abitudini»

«Saranno un’alternativa alle nostre abitudini»

SASSARI. Sono gli esperti della cultura del pasto ragionato, perché Slow food è nato con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche legate all’alimentazione. Nel mirino degli esperti della cultura...

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SASSARI. Sono gli esperti della cultura del pasto ragionato, perché Slow food è nato con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche legate all’alimentazione. Nel mirino degli esperti della cultura del buon cibo, per il momento, non c’è la Novel food che presto sbarcherà in tutta Italia. Anzi. Perché gli insetti sul piatto sono alieni solo in una piccola parte del mondo: «È tutta una questione di costumi e di abitudini – spiega Valter Musso, direttore della comunicazione di Slow Food Italia –. Se i tre quinti del mondo si cibano di questi alimenti ci sarà pure un motivo».

In effetti, quella che potrebbe sembrare un’offesa alla dieta mediterranea è in realtà un’abitudine che fa parte del bagaglio culturale di una grande parte della popolazione mondiale. Per l’Italia, e per la Sardegna, è una novità che fa sgranare gli occhi ma in realtà è un argomento discusso da tanto tempo. Tra le profezie legate al consumo alimentare degli insetti c’è quella che lo indica come il cibo del futuro: «Non so cosa pensare, non posso dire se gli insetti diventeranno il cibo del futuro oppure no. Dipende da tante cose – continua Musso –. Quello che invece sembra certo è che dobbiamo cambiare le nostre abitudini nella conduzione degli allevamenti e dell’agricoltura e dobbiamo dare una regolata oltre alla produzione anche alla distribuzione degli alimenti di questo tipo».

Le preoccupazioni degli esperti di Slow food non sono concentrate sulle stranezze, perlomeno davanti agli occhi poco allenati, dell’ingresso degli insetti nelle abitudini alimentari del vecchio continente. L’apprensione affiora quando si parla della gestione delle coltivazioni e degli allevamenti: «Ormai siamo abituati a pratiche folli e dannose che soddisfano richieste altrettanto folli. Trovare le fragole in tutti i supermercati a dicembre è una follia – aggiunge Musso –. I consumatori devono capirlo perché il futuro delle produzioni alimentari passa anche da queste scelte». Dietro l’abitudine di trovare a disposizione qualsiasi tipo di frutta in tutti i periodi dell’anno si nasconde lo stress a cui gli agricoltori sottopongono la terra: «L’uso dei pesticidi e l’eccessivo sfruttamento dei campi non può continuare. Per tamponare questo fenomeno dobbiamo valorizzare il rapporto con il produttore – dice il direttore della comunicazione di Slow food –. Faccio un esempio, in Sardegna si produce il Dolce Sardo, un formaggio che non eguali ma che però non può competere con la concorrenza perché i produttori non possono produrre agli stessi prezzi». Lo stesso discorso vale per la produzione della carne : «Tolleriamo gli allevamenti intensivi dei bovini – spiega ancora Musso – quando invece dovrebbero essere banditi perché producono inquinamento e sprecano l’acqua che potrebbe essere utilizzata per irrigare i campi che invece sono costretti a subire la siccità».

Ma c’è una questione che fa letteralmente uscire dai gangheri Valter Musso e tutti gli esperti che difendono le convinzioni di Slow Food: «Lo spreco. È indegno che la nostra cultura tolleri queste cose quando mezzo mondo soffre la fame. Le nostre attenzioni dovrebbero essere rivolte a questi aspetti e se la diffusione della cucina degli insetti dovesse essere un rimedio, allora sarebbe davvero un’ottima cosa», conclude Musso. (c.z.)

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