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Scontro in direzione Pd Soru contro Cucca e Paci

Scontro in direzione Pd Soru contro Cucca e Paci

Contrasti sulle possibili alleanze tra l’eurodeputato e il segretario Poi il botta e risposta con l’assessore sulla vertenza per gli accantonamenti

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ORISTANO. Il documento patinato che arriva alla fine della direzione non racconta strappi e faticose cuciture. Il Pd inizia le grandi manovre in vista delle elezioni Politiche e tra le sue anime è scontro. Diverse filosofie. Alla base c’è una diversa visione del mondo. Da una parte Renato Soru e i soriani che guardano a sinistra per una alleanza con Rossomori e tutto quello che sta alla sinistra del Pd. Ma porta chiusa al Partito dei sardi e al Psd’Az.

Dall’altra la maggioranza del Pd, l’area Fadda-Cabras, i renziani di Sardegna e l’anima più centristra di Cucca e Sabatini. Per loro è insispensabile aprire non solo a Psd’Az e Pds, ma anche sondare Riformatori e un numero maggiore possibile di forze politiche che possano condividere un programma di governo. Tutto corre sottotraccia, fa parte del non detto, perché lo scontro ufficiale è tra chi vuole una delegazione che vada a trattare con i partiti, di cui facciano parte del diverse anime del Pd. Tesi sostenuta dai Soriani. E chi vuole delegare al segretario Cucca il peso delle trattative. Tesi sostenuta dal resto del partito. Tra i due c’è stato un confronto durante la direzione, qualche parola tra i due mentre Cucca spiegava come voleva condurre il dialogo con gli altri partiti.

Corpo a corpo con Paci. Ma lo scontro più acceso è stato con l’assessore al Bilancio Raffaele Paci. Perché la seconda parte della direzione era riservata alla discussione agli emendamenti da presentare alla Finanziaria regionale.

Nel suo intervento Soru ha criticato il modo in cui è stata gestita la partita degli accantonamenti. L’eurodeputato ga criticato Pigliaru per aver firmato l'accordo del 2014 con Padoan col quale la Sardegna rinunciava ai ricorsi.

Pronta la risposta di Paci, che ha ricordato a Soru che l’accordo con il governo Prodi per accollare alla Regione la spesa della sanità ha cannibalizzato il bilancio. Paci sostienche se nell'accordo fossero state previste clausole di salvaguardia, forse ora la Regione non sarebbe costretta a stanziare risorse per i farmaci innovativi o per i livelli minimi di assistenza. Soru ha rilanciato e ha chiesto a quale titolo parlasse Paci, visto che non era iscritto al Pd. A quel punto il segretario Cucca è intervenuto per ricordare che il vicepresidente della giunta si trovava in direzione proprio per illustrare la manovra. L'intervento in direzione dell'assessore è stato anche politico, in realtà: «Quando siamo arrivati nel 2014 abbiamo trovato un Pil crollato del 3,3%. Una situazione catastrofica. Ora i primi risultati. Il pil dopo 7 anni ha ricominciato a crescere, export e agroalimentare si consolidano, il turismo ha numeri record. L’occupazione è in ripresa, la dispersione scolastica si è ridotta di 4 punti». Prima degli interventi di Paci, e del presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini, il consigliere regionale Roberto Deriu ha sottolineato la necessità di «sostenere nella manovra il mondo dell'università, vero ascensore sociale che consente di dare opportunità alle famiglie svantaggiate, secondo un sistema di welfare studentesco». Una riaffermazione del diritto allo studio condivisa da Soru e da Paci.

Cucca nel suo intervento ha tentato di fare sintesi e portare armonia. «C’è la necessità di riaprire il confronto con gli alleati in ambito regionale e nazionale ed estendere il dialogo anche a chi si è allontanato, e crede in un progetto riformista che abbracci i valori dell’autonomia . Le prossime competizioni elettorali, a iniziare dalle Politiche, ci impongono di creare una coalizione più ampia possibile, che tenga conto delle regole previste dalla nuova legge elettorale nazionale e della composizione dei collegi che sarà presto definita nella versione finale del decreto del governo. Dopo che si sapranno con maggiore certezza le regole del gioco potremo ragionare sulla composizione delle liste anche per garantire la massima rappresentanza territoriale». (l.roj)

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