Sciopero generale di Forestas
Domani a Cagliari il corteo dei sindacati autonomi per la vertenza contratto
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CAGLIARI. La pressione dei dipendenti dell’Agenzia Forestas sulla giunta e sul Consiglio regionale si fa sempre più forte. Al centro della disputa c’è la richiesta dei sindacati autonomi – Sadirs, Confederdia e Snaf – del passaggio dal contratto dell’agro-industria a quello del “Sistema regione”. Domani mattina sarà sciopero generale, a Cagliari, perché «i ritardi continuano a essere troppi e troppi sono quelli che frenano per negarci il riconoscimento di un diritto sacrosanto», è scritto in un comunicato. Dall’inizio dell’anno è la quarta volta che i dipendenti di Forestas scendono in piazza. La prima a giugno, in piana campagna antincendi, poi con due sit-in, a luglio e a novembre sempre a Cagliari, ma «da allora non è cambiato nulla – è scritto sempre nel comunicato dei sindacati autonomi, nonostante alla giunta e al Consiglio abbiamo dato tutto il tempo necessario per discutere e approvare l’unica legge possibile per mettere fine a una lunga e ingiustificata discriminazione». Una bozza di legge c’è, ma è ferma nell’aula della commissione riforme del Consiglio, anche se il presidente Francesco Agus ha detto: «Le soluzioni ci sono sia sul contratto sia sulla posizione degli operai stagionali, e in tempi brevi potrebbe esserci il testo definitivo da portare in aula». È possibile che lo sciopero di domani, con il corteo che partirà alle 9 dal palazzo della Regione, in viale Trento, e si concluderà in via Roma, davanti al Consiglio, dia quell’accelerata richiesta a gran voce dai sindacati autonomi. Al cui fianco si è schierato anche il coordinamento «CateoFor», che rappresenta diversi dipendenti amministrativi-tecnici e operai di Forestas. «Vogliamo un’Agenzia – è scritto in un comunicato – che sia capace di collaborare con tutti i Comuni e i parchi regionali secondo un modello di efficienza, per salvaguardare il nostro territorio, difenderlo dagli incendi e dalle calamità naturali e soprattutto renderlo produttivo. Ma l’attuale contratto non ce lo permette». Per poi affondare i colpi: «Con l’applicazione del contratto dei dipendenti regionali invece tutto questo sarebbe possibile – è un altro passaggio del Coordinamento – ma c’è chi , e sono i sindacalisti di professione di Cgil, Cisl e Uil, a questa soluzione si oppone, mettendo in pericolo lo stesso futuro di Forestas, che non deve morire per semmai favorire il proliferare delle cooperative private».
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