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Maninchedda: in Corsica vince un’idea autonomista

 Maninchedda: in Corsica vince un’idea autonomista

Al primo turno il partito di Simeoni e Talamoni è arrivato al 45 per cento Il Pds: è un modello simile al nostro. Devias: anche noi verso un progetto unitario

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SASSARI. La Corsica come laboratorio per gli indipendentisti sardi. Il primo turno delle Regionali corse segnano il trionfo dei nazionalisti. La lista che mette insieme gli autonomisti di Gilles Simeoni e gli indipendentisti di Jean-Guy Talamoni, ha raccolto al primo turno il 45,36 per cento. Un risultato inatteso. Nel 2015 si era fermata al 24,35 per cento. Andrà al ballottaggio contro altre tre coalizioni. La versione corsa del partito di Macron, che ha raccolto 11,2 per cento dei consensi, i Repubblicani, fermi al 12,7 per cento e la destra di Jean Martin Mondolini, che ha raccolto il 14,9 per cento. In Corsica lo sbarramento per superare il primo turno è al 7 per cento.

Osservatore interessato il segretario del Partito dei sardi, Paolo Maninchedda, che con i nazionalisti corsi ha un rapporto privilegiato. «Talamoni e Simeoni sono riusciti a catalizzare il voto dei corsi con un modello che richiama da vicino quello proposto dal Partito dei sardi – dice Maninchedda –. La coalizione corsa ha vinto perché ha proposto un modello che chiede il consenso non sull’indipendenza, ma sulla costruzione passo dopo passo di un modello autonomistico. Nello stesso tempo ha scelto il dialogo con tutti i partiti, a favore di un sostegno della Corsica. Sono stati bocciati gli isolazionisti, quelli che chiedevano l’indipendenza e un taglio netto verso una repubblica Corsa. Non ci sono i tempi e le possibilità ora per fare una cosa simile in Sardegna. Talamoni e Simeoni hanno un programma simile a quello che il Partito dei sardi vuole proporre». Ma tutto il mondo indipendentista guarda con attenzione al modello corso perché parte da presupposti del tutto diversi da quello Catalano. Lo stesso Simeoni ha dichiarato: «Vogliamo aprire un negoziato con la Francia. Il modello catalano non è trasferibile alla Corsica». I corsi vogliono un cambiamento della costituzione francese. Si chiede il riconoscimento della specificità Corsa, una sorta di statuto speciale, un passo verso una maggiore indipendenza.

Pier Franco Devias, Liberu, commenta con entusiasmo il risultato dei Corsi. «In tutta Europa le nazioni proibite si risvegliano e reclamano a gran voce il diritto di decidere del loro futuro, dalla Scozia ai Paesi Baschi, dalla Catalogna alla Corsica. È ora che anche il popolo sardo faccia sentire la sua voce e abbandoni ogni illusione di trovare la propria salvezza nei partiti italiani e nei loro alleati. È ora che le migliori forze nazionali costruiscano la riscossa, per dare al nostro popolo il diritto di decidere liberamente del proprio destino. Per questo anche noi stiamo lavorando con entusiasmo all'interno del grande progetto unitario per l'autodeterminazione». Il portavoce di Sardos, Anthony Muroni dà una lettura diversa del voto corso: «Quel fronte di governo, premiato oggi dagli elettori in Corsica, ebbe il coraggio di fare tre scelte di assoluta rottura: negare ogni collaborazione e alleanza con i partiti francesi, mettere da parte gruppetti, personalismi e false divisioni ideologiche, governare pensando al popolo e non alle clientele e alle carriere personali. Questa è la strada che noi indichiamo». (l.roj)

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