Areus, Piero Delogu è il direttore sanitario
Nominato dal manager Lenzotti. Responsabile dell’amministrazione sarà Angelo Maria Serusi
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CAGLIARI. La pace può essere siglata con un reciproco atto di buona volontà, e così è stato fra Giorgio Lenzotti e Piero Delogu. L’hanno sottoscritto in nome dell’efficienza che da oggi in poi dovrà avere l’Areus, l’azienda obbligata da una legge regionale a organizzare e gestire il fondamentale servizio delle emergenze-urgenze. Per mesi e mesi i due sono stati avversari e spesso anche aspri fra loro, nella corsa alla poltrona di direttore generale, poi l’ha spuntata Lenzotti. Che con grande intelligenza cos’ha fatto? Ventiquattr’ore fa ha nominato Piero Delogu, 59 anni, sassarese, direttore sanitario e assegnato uno dei compiti più delicati: mettere assieme, tassello dopo tassello, il sistema Areus. L’accordo raggiunto non sembri un compromesso, anche se così potrà essere interpretato dalle diverse anime del Pd che, in un recente passato, si sono date battaglia, questa sì sempre dura, a favore di questo o quel candidato. No, è un’intesa fra due professionisti, che hanno capito di aver bisogno uno dell’altro.
Le nomine. Il manager Lenzotti doveva nominare un direttore sanitario e un direttore amministrativo. Se il primo incarico l’ha affidato a Delogu, oggi responsabile del 118 nel Nord Sardegna e reggente dello stesso servizio a Cagliari e dintorni, l’altro è andato ad Angelo Maria Serusi, 59 anni, di Gavoi. Finora a capo della sezione «programmazione e controllo» dell’Azienda sanitaria di Nuoro e, ad interim, degli affari generali dell’Asl unica, sarà lui a occuparsi dei bilanci .
Passo decisivo. «Ora l’Azienda ha le gambe per partire – è stato il commento del manager Lenzotti – Ho scelto professionisti con grande esperienza e che potranno dare un importante contributo a questa realtà che nasce e deve rapidamente poter dare risposte ai cittadini». Perché l’Areus è di fatto il terzo pilastro della riforma sanitaria. Nata per prima, con una legga approvata un anno e mezzo fa dal Consiglio regionale, è di fatto l’ultima a partire, bloccata com’è stata per troppo tempo proprio dalla disputa su chi dovesse esserci al comando. Gli altri pilastri sono questi: l’Azienda unica regionale, l’Ats, che dall’inizio dell’anno ha inglobato le otto ex Asl, e poi la nuova rete ospedaliera, licenziata a ottobre sempre dal Consiglio. Più volte è stato detto che forse l’Areus sarebbe dovuta essere la prima a partire e se così fosse stato la Sardegna si sarebbe risparmiata anche un bel po’ di polemiche scatenate dalla recente riorganizzazione degli ospedali. Purtroppo, l’ordine d’entrata in servizio è stato un altro, ma l’importante è che oggi il quadro sia quasi al completo. A questo punto mancherebbe solo la rete territoriale. Rete che l’assessore alla sanità, Luigi Arru, sostiene di aver pronta da tempo.
Primo obiettivo. Quello dell’Areus è presto detto: far partire all’inizio dell’estate, massimo a fra maggio e giugno, l’elisoccorso, con tre basi di riferimento negli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari. L’appalto è stato bandito, le offerte presentate, però pende ancora un ricorso al Tar. (ua)
Le nomine. Il manager Lenzotti doveva nominare un direttore sanitario e un direttore amministrativo. Se il primo incarico l’ha affidato a Delogu, oggi responsabile del 118 nel Nord Sardegna e reggente dello stesso servizio a Cagliari e dintorni, l’altro è andato ad Angelo Maria Serusi, 59 anni, di Gavoi. Finora a capo della sezione «programmazione e controllo» dell’Azienda sanitaria di Nuoro e, ad interim, degli affari generali dell’Asl unica, sarà lui a occuparsi dei bilanci .
Passo decisivo. «Ora l’Azienda ha le gambe per partire – è stato il commento del manager Lenzotti – Ho scelto professionisti con grande esperienza e che potranno dare un importante contributo a questa realtà che nasce e deve rapidamente poter dare risposte ai cittadini». Perché l’Areus è di fatto il terzo pilastro della riforma sanitaria. Nata per prima, con una legga approvata un anno e mezzo fa dal Consiglio regionale, è di fatto l’ultima a partire, bloccata com’è stata per troppo tempo proprio dalla disputa su chi dovesse esserci al comando. Gli altri pilastri sono questi: l’Azienda unica regionale, l’Ats, che dall’inizio dell’anno ha inglobato le otto ex Asl, e poi la nuova rete ospedaliera, licenziata a ottobre sempre dal Consiglio. Più volte è stato detto che forse l’Areus sarebbe dovuta essere la prima a partire e se così fosse stato la Sardegna si sarebbe risparmiata anche un bel po’ di polemiche scatenate dalla recente riorganizzazione degli ospedali. Purtroppo, l’ordine d’entrata in servizio è stato un altro, ma l’importante è che oggi il quadro sia quasi al completo. A questo punto mancherebbe solo la rete territoriale. Rete che l’assessore alla sanità, Luigi Arru, sostiene di aver pronta da tempo.
Primo obiettivo. Quello dell’Areus è presto detto: far partire all’inizio dell’estate, massimo a fra maggio e giugno, l’elisoccorso, con tre basi di riferimento negli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari. L’appalto è stato bandito, le offerte presentate, però pende ancora un ricorso al Tar. (ua)
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