Quote tonno, l’isola in pressing su Martina
L’assessore Caria scrive al ministro per chiedere un migliore trattamento per i pescatori sardi
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CAGLIARI. La Sardegna reclama la partecipazione all’aumento delle quote del tonno rosso. L’assessore regionale all’agricoltura Pier Luigi Caria, competente anche per il comparto Pesca e acquacoltura, ha scritto nei giorni scorsi al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, per chiedere un incontro nel quale discutere del problema.
La Sardegna vorrebbe essere coinvolta nell'aumento delle quote di pescato con le tre tonnare fisse dell'Isola, Capo Altano (Portoscuso), Isola Piana (Carloforte) e Porto Paglia (Gonnesa), ma tutto lascia pensare che il ministero abbia idee diverse circa la redistribuzione delle quote tonno previste, oltre le quarantadue storicamente concesse annualmente. L’intervento dell’esponente dell’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru arriva dopo il summit dell’Iccat, la Commissione per la conservazione del tonno dell’Atlantico, svoltosi in Marocco dal 14 al 22 novembre scorso, la sede ufficiale nella quale vengono stabilite le quote tonno annuali con parere vincolante anche per le decisioni dell’Unione europea. Nel corso del meeting i cinquanta paesi aderenti hanno sottoscritto un accordo che anticipa un provvedimento di aumento delle quote, dalle attuali 23.500 tonnellate a un massimo di 36.000 nel 2020.
L’incremento delle quantità di pescato è frutto di un report promosso dall’Iccat che ha verificato come le politiche di salvaguardia abbiano favorito la ricostituzione della popolazione dei tonni. Dal 2018 si potranno quindi pescare 28.000 tonnellate, 32.000 nel 2019, per arrivare a 36.000 nel 2020. Anche in Europa vi sarà un aumento delle quantità che passeranno da 13.541 a 19.360 tonnellate, con un quarto destinato all’Italia.
«Vorremmo poter condividere, col tuo ministero – ha scritto Pier Luigi Caria a Martina –, i criteri di ripartizione che secondo l’indirizzo dell’Unione europea devono privilegiare la pesca sostenibile, così come viene svolta nei nostri impianti fissi in Sardegna. Vi è quindi l’auspicio – ha concluso l’assessore – che l’incremento delle quote venga spalmato anche sulle tonnare fisse sarde sposando così l’indirizzo dell’Unione europea».
La Sardegna vorrebbe essere coinvolta nell'aumento delle quote di pescato con le tre tonnare fisse dell'Isola, Capo Altano (Portoscuso), Isola Piana (Carloforte) e Porto Paglia (Gonnesa), ma tutto lascia pensare che il ministero abbia idee diverse circa la redistribuzione delle quote tonno previste, oltre le quarantadue storicamente concesse annualmente. L’intervento dell’esponente dell’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru arriva dopo il summit dell’Iccat, la Commissione per la conservazione del tonno dell’Atlantico, svoltosi in Marocco dal 14 al 22 novembre scorso, la sede ufficiale nella quale vengono stabilite le quote tonno annuali con parere vincolante anche per le decisioni dell’Unione europea. Nel corso del meeting i cinquanta paesi aderenti hanno sottoscritto un accordo che anticipa un provvedimento di aumento delle quote, dalle attuali 23.500 tonnellate a un massimo di 36.000 nel 2020.
L’incremento delle quantità di pescato è frutto di un report promosso dall’Iccat che ha verificato come le politiche di salvaguardia abbiano favorito la ricostituzione della popolazione dei tonni. Dal 2018 si potranno quindi pescare 28.000 tonnellate, 32.000 nel 2019, per arrivare a 36.000 nel 2020. Anche in Europa vi sarà un aumento delle quantità che passeranno da 13.541 a 19.360 tonnellate, con un quarto destinato all’Italia.
«Vorremmo poter condividere, col tuo ministero – ha scritto Pier Luigi Caria a Martina –, i criteri di ripartizione che secondo l’indirizzo dell’Unione europea devono privilegiare la pesca sostenibile, così come viene svolta nei nostri impianti fissi in Sardegna. Vi è quindi l’auspicio – ha concluso l’assessore – che l’incremento delle quote venga spalmato anche sulle tonnare fisse sarde sposando così l’indirizzo dell’Unione europea».
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