La Nuova Sardegna

Regione, ancora troppi debiti

Regione, ancora troppi debiti

Il richiamo della Corte dei Conti: i residui passivi sono di 1,7 miliardi di euro

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Regione non paga i debiti e i comuni creditori, le scuole, le associazioni, le aziende private rischiano di andare in fallimento. È vero che la situazione è migliorata negli ultimi anni, ma il volume di debiti patrimoniali finiti in perenzione, la prescrizione nel diritto amministrativo, resta altissimo: al primo gennaio del 2016 i residui passivi finiti nel calderone della perenzione ammontavano a un miliardo e 766 mila euro, una cifra enorme di cui il responsabile maggiore è l’assessorato ai lavori pubblici (52%) seguito dalla sanità (12%) e dalla presidenza della giunta (9%). A spulciare l’agendina dei debiti dell’amministrazione di viale Trento è stata la sezione di controllo della Corte dei Conti, che ha affidato il compito al consigliere relatore Maria Paola Marcia. L’esito del lavoro condotto dal magistrato - l’indagine di controllo sulle procedure contabili aventi ad oggetto i residui perenti nella Regione Sardegna - non rappresenta una sorpresa, perché è da sempre che la Regione viene considerata un pessimo pagatore e sono molte le aziende che hanno dovuto abbassare la saracinesca a causa dei ritardi nella riscossione dei crediti generati da rapporti di lavoro con viale Trento. Ma la lettura dei numeri crudi e precisi fa impressione, perché se è vero che il ritardo nel pagamento non significa sempre che il credito è bruciato – restano le norme del diritto civile, il debito si prescrive in dieci anni - è vero anche che spesso basta il ritardo per mettere finanziariamente in ginocchio il creditore. Le ragioni di questa eterna patologia sono le più disparate: la carenza di fondi, la lentezza degli uffici regionali, ma anche dei creditori nell’attività di rendicontazione, fino alla cronica complessità delle procedure. La Corte dei Conti segnala comunque dati preoccupanti: al 1° gennaio 2016 l’importo in perenzione per i Comuni-Unioni di comuni ammonta a oltre 320 milioni di euro, quello per le scuole e associazioni culturali-sportive a oltre 31 milioni di euro, quello per le amministrazioni provinciali e comunità montane a oltre 22 milioni. Mentre l’importo segnato alla voce “persone fisiche ed altri” compresi i fornitori è pari a oltre 630 milioni di euro. Cifre pesanti, denaro che spesso resta fermo nelle tesorerie e non può entrare nel circuito degli investimenti, rallentando le attività degli enti pubblici e delle imprese. (m.l)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative