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Renato Soru: «Io deputato? Meglio segretario Pd»

Renato Soru: «Io deputato? Meglio segretario Pd»

L’ex governatore: «Mi sono dimesso per una condanna ingiusta, potrei candidarmi di nuovo»

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CAGLIARI. La voce circolava da giorni: «Soru si candiderà alla Camera o al Senato». Ma ad escluderlo è lo stesso europarlamentare. «Assolutamente no. Semmai potrei correre di nuovo per la segreteria regionale del Pd. Sa perché? Perché, nel 2016, da quell’incarico mi sono dimesso per una condanna ingiusta. Pochi mesi fa, in appello, sono stato assolto e quindi un domani potrei ricandidarmi per la segreteria». Il tutto detto a un passo dalla sala stampa del Consiglio regionale. Altro da aggiungere Soru non ha, ma una cosa è certa: dovrà aspettare quattro anni per ritornare alla guida del partito. Cioè: fino al 2021, anno di scadenza naturale del mandato dell’attuale segretario. È il senatore Giuseppe Luigi Cucca, eletto a maggio da un’alleanza fra renziani, ex Ds e i popolari-riformisti capeggiati da Antonello Cabras, presidente della Fondazione Sardegna, e Paolo Fadda, già sottosegretario. Mentre va ricordato che i soriani, in solitudine, sostenevano Francesco Sanna, sconfitto da Cucca alle primarie. La smentita secca. In queste ore le indiscrezioni sulla candidatura di Soru alle Politiche erano riprese a circolare con insistenza. Soprattutto dopo gli scontri, sabato a Oristano, nella direzione regionale del Pd. Prima col segretario Cucca su chi dovesse condurre le trattative con alcuni possibili alleati a fra qualche mese, ma soprattutto nelle Regionali del 2019. Disputa conclusa da Cucca con queste parole: «Ricordo a tutti che io sono il segretario e finché lo sarò, non ci sarà bisogno di delegazioni per discutere con questo o quel partito». Poi, sempre in direzione, fra Soru e l’assessore al bilancio, Raffaele Paci, sul contenuto politico della Finanziaria, il cui dibattito in Consiglio regionale entrerà nel vivo la settimana prossima, con un botta e riposta aspro sui rapporti con lo Stato. Ma ora l’ipotesi della candidatura è stata smentita dal diretto interessato.

L’ipotesi. Nell’attesa di ripuntare alla segreteria, Soru potrebbe ricandidarsi invece per il Parlamento europeo. Ma non è detto, e il motivo potrebbe essere questo: le elezioni per Strasburgo-Bruxelles saranno nel 2019, pochi mesi dopo le Regionali. Quindi Soru potrebbe saltare le Europee e ripresentarsi per la presidenza della Regione: dicono che sarebbe un suo obiettivo. C’è anche un secondo ma. Se il centrosinistra dovesse vincere le Politiche, il Pd potrebbe affidargli un incarico di governo e a quel punto la carriera in Europa s’interromperebbe con un anno di anticipo. Si vedrà.

Il passato. Nel 2016, in tribunale, Soru era stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. L’accusa: aver sottratto al Fisco, attraverso una società collegata a Tiscali, 2,6 milioni. Un anno dopo, l’assoluzione piena in appello, tra l’altro richiesta anche dalla Procura generale. Per poi dichiarare: «Mai ho voluto sottrarre soldi all’Erario. Ero così tranquillo che non ho sfruttato nemmeno lo scudo fiscale, che mi avrebbe consentito di risolvere in poco tempo e con o meno denaro questa situazione – poco prima aveva chiuso una transazione di sette milioni con l’Agenzia delle entrate – Lo ripeto: ho fatto le cose senza cercare vantaggi. Ma per me questa vicenda era diventata un incubo». (ua)

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