La Nuova Sardegna

Muore mentre spegne il rogo dell’auto

di Kety Sanna
Muore mentre spegne il rogo dell’auto

Orosei. Francesco Derosas, 69 anni, era il padre del teste che ha incastrato Andrea Dessena per il duplice delitto di Irgoli

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OROSEI. Ha avuto un malore mentre cercava di spegnere le fiamme che avevano avvolto la sua auto. Un ex operaio forestale di Orosei, Francesco Derosas, 69 anni, è morto a seguito di un arresto cardiocircolatorio causato dallo spavento nel vedere bruciare la sua vettura. Per l’ennesima volta, visto che in passato l’uomo era stato vittima di intimidazioni. E se da un lato ancora non c’è certezza sulla natura del rogo che la notte scorsa ha distrutto la Toyota Yaris, inquieta il fatto che il proprietario dell’utilitaria sia il padre di Denis Derosas, personaggio chiave nel processo del duplice omicidio dei fidanzati di Irgoli, Mario Mulas e Sara Cherchi, ammazzati nel loro paese il 3 settembre del 2008, e per il quale è stato condannato all’ergastolo, in via definitiva, un giovane di Orosei, Andrea Dessena. È infatti, anche sulle confidenze rese da Denis Derosas, all’indomani del duplice omicidio all’allora comandante di Orosei, il maresciallo Lorenzo Zarra, che si era basata parte della tesi accusatoria di quel processo. Confidenze, mezze ammissioni che avevano contribuito ad appesantire la posizione di Dessena, unico imputato.

Dichiarazioni mai messe a verbale e mai confermate in aula dal teste Derosas che, ancor prima dell’inizio del dibattimento in Corte d’Assise, si era reso irreperibile.

L’episodio si è verificato poco prima delle due di ieri notte in via San Francesco, a pochi passi dal santuario del Rimedio. L’uomo si è accorto dell’incendio ed è uscito nel cortile per cercare di domarlo in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco che lui stesso aveva chiamato. Con una pompa ha cercato di spegnere le fiamme che divoravano la sua vettura. Lo spavento, ma anche il fumo intenso che rendeva l’aria irrespirabile, potrebbero avergli causato un malore. Francesco Derosas si è accasciato esanime a pochi metri dall’auto che continuava a bruciare.

Lì lo hanno trovato i soccorritori, il comandante della stazione, maresciallo Davide Aglione, giunto sul posto dopo l’allarme. Le condizioni del pensionato sono apparse subito gravissime. Gli operatori della MM Soccorso di Orosei, hanno cercato di rianimarlo ma, nonostante il loro sforzo, l’uomo non ha ripreso conoscenza.

In casa c’era la moglie, Lina Cucca che ha assistito inerme alla morte del marito. I vigili del fuoco dopo aver spento l’incendio partito dal vano motore, assieme ai carabinieri di Irgoli e Orosei, hanno esaminato attentamente la carcassa dell’auto per risalire alle cause del rogo. Non sono state trovate tracce di liquido infiammabile né altri elementi che riconducano in modo chiaro a un atto doloso. Sull’episodio, però, è stata aperta un’indagine.

La famiglia Derosas era stata oggetto di intimidazioni: prima nel giugno 2012 quando una bottiglia molotov era stata lanciata sul cofano della vettura parcheggiata nel cortile di casa, poi 8 mesi dopo, a marzo, quando un incendio doloso aveva distrutto l’Audi A3 di Francesco Derosas e la Fiat Punto della figlia, rischiando di mandare in fiamme anche la loro abitazione.

(ha collaborato Sergio Secci)

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