Regione: attenzione verso i migranti
L’assessore Spanu al forum della cooperazione: agiamo nei paesi d’origine
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SASSARI. Costruire relazioni con la sponda sud del Mediterraneo e con l’Africa subsahariana. È questo l’obiettivo della Regione che ieri ha illustrato i suoi progetti di cooperazione allo sviluppo nel forum organizzato a Firenze, nella sede della Regione Toscana in piazza Duomo, da Platforma, organismo che raggruppa, a livello europeo, enti territoriali e associazioni. All’incontro hanno presentato le loro esperienze anche la regione Toscana, la Catalogna, la Provenza, Alpes e Cote d’Azue (Paca).
Come ha spiegato l’assessore agli Affari generali Filippo Spanu «l’attenzione è rivolta al fenomeno dei flussi migratori e alla possibilità di limitare la diaspora e creare migliori condizioni di sviluppo nei Paesi da cui partono i migranti. Abbiamo avviato rapporti di collaborazione con la Tunisia e con il Senegal e pensiamo anche all’Algeria, da cui è attivo da tempo un flusso migratorio che arriva direttamente nelle nostre coste».
L’assessore ha evidenziato il valore strategico e l’efficacia delle azioni messe in campo dagli enti territoriali italiani nel contesto della Conferenza delle Regioni, nella quale la Sardegna ha un ruolo di coordinamento sul tema della cooperazione internazionale. «Da parte della Sardegna e delle altre Regioni – ha detto Spanu – c’è la consapevolezza politica dell’esigenza di un lavoro comune da sviluppare ulteriormente nei prossimi mesi. Bisogna andare avanti su questa strada con il sostegno e il coinvolgimento di altre regioni europee a noi storicamente vicine». Ha continuato l’assessore: «La Sardegna insieme alle altre regioni italiane ha messo a punto un documento che prevede di consolidare i rapporti con alcuni importanti territori della Tunisia. Con la stessa filosofia abbiamo concretamente avviato un progetto di cooperazione con la regione senegalese di Matam che ha avuto il via libera dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo insieme ai progetti di altre sette regioni italiane. Portare a termine questo processo virtuoso di aiuto e sostegno mirato ai paesi in difficoltà – ha concluso l’esponente della giunta Pigliaru – significa attivare percorsi di rientro nei luoghi d’origine dei giovani migranti che hanno affrontato viaggi drammatici per migliorare le loro condizioni di vita. In questo contesto gli enti territoriali vogliono e possono svolgere un ruolo ancora più determinante nella definizione del quadro dei bandi del ministero degli Esteri».
Come ha spiegato l’assessore agli Affari generali Filippo Spanu «l’attenzione è rivolta al fenomeno dei flussi migratori e alla possibilità di limitare la diaspora e creare migliori condizioni di sviluppo nei Paesi da cui partono i migranti. Abbiamo avviato rapporti di collaborazione con la Tunisia e con il Senegal e pensiamo anche all’Algeria, da cui è attivo da tempo un flusso migratorio che arriva direttamente nelle nostre coste».
L’assessore ha evidenziato il valore strategico e l’efficacia delle azioni messe in campo dagli enti territoriali italiani nel contesto della Conferenza delle Regioni, nella quale la Sardegna ha un ruolo di coordinamento sul tema della cooperazione internazionale. «Da parte della Sardegna e delle altre Regioni – ha detto Spanu – c’è la consapevolezza politica dell’esigenza di un lavoro comune da sviluppare ulteriormente nei prossimi mesi. Bisogna andare avanti su questa strada con il sostegno e il coinvolgimento di altre regioni europee a noi storicamente vicine». Ha continuato l’assessore: «La Sardegna insieme alle altre regioni italiane ha messo a punto un documento che prevede di consolidare i rapporti con alcuni importanti territori della Tunisia. Con la stessa filosofia abbiamo concretamente avviato un progetto di cooperazione con la regione senegalese di Matam che ha avuto il via libera dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo insieme ai progetti di altre sette regioni italiane. Portare a termine questo processo virtuoso di aiuto e sostegno mirato ai paesi in difficoltà – ha concluso l’esponente della giunta Pigliaru – significa attivare percorsi di rientro nei luoghi d’origine dei giovani migranti che hanno affrontato viaggi drammatici per migliorare le loro condizioni di vita. In questo contesto gli enti territoriali vogliono e possono svolgere un ruolo ancora più determinante nella definizione del quadro dei bandi del ministero degli Esteri».
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