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Balena spiaggiata, l’ira del Comune di Sorso: «La Regione ci rimborsi»

di Salvatore Santoni
Balena spiaggiata, l’ira del Comune di Sorso: «La Regione ci rimborsi»

L’amministrazione non vuole sobbarcarsi i costi dell’interramento: 30mila euro

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SORSO. Nell’isola c’è chi ha ricevuto dal mare un’eredità ingombrante, di quelle che invece di arricchirti ti presentano un conto salatissimo. Tipo una balenottera marcia. Ne sanno qualcosa al Comune di Sorso, che è rimasto solo a fare i conti con diciassette tonnellate di ossa e carne spiaggiati lungo la costa. Dopo un confronto con gli altri enti competenti, l’amministrazione comunale si è arresa all’idea di doversi sobbarcare i costi per la sepoltura del mammifero. Ma annuncia battaglia in Regione per essere rimborsata. E così, l’ultimo saluto alla regina del mare ora rischia di diventare un funerale della discordia. I problemi sono cominciati un minuto dopo l’avvistamento della carcassa sull’arenile di Platamona, il 15 novembre scorso, quando tra gli uffici competenti è partita una girandola di comunicazioni. Dopo una ventina di giorni di rimpalli, il Comune ha deciso di convocare una conferenza di servizi molto affollata. Sì, perché sono diciassette gli enti titolati a prendere la decisione di come disfarsi del mammifero. Tutti d’accordo – tranne uno – che a occuparsi dello smaltimento doveva essere il Comune. Che a quel punto si è trovato col cerino in una mano e un preventivo monstre nell’altra. «La Guardia costiera ci ha assicurato la piena disponibilità per attuare qualsiasi soluzione – spiega Agostino Delogu, il consigliere delegato all’Ambiente del Comune di Sorso –. In conferenza di servizi hanno suggerito di far brillare la carcassa in mare aperto. E questo va bene, ma si parla delle nostre tasche. E infatti per trainarla al largo, le ditte di hanno chiesto centomila euro». Roba da far tremare le vene e i polsi. A quel punto il Comune ha optato per l’interramento, che costerà al massimo 30mila euro, ma consente di recuperare, forse tra qualche anno, lo scheletro della balenottera. Sorso fa infatti parte del Santuario Pelagos, la rete transnazionale per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo, e lo scheletro del mammifero finirà per diventare un’attrazione turistica per il territorio della Romangia: l’estumulazione avverrà non prima di qualche anno. Lo spiaggiamento è avvenuto nel periodo peggiore per un ente locale, quando i bilanci sono praticamente chiusi e il margine per reperire i fondi è molto stretto. «Cercheremo di reperire i fondi necessari per l’interramento – dice ancora l’amministratore –. L’iter burocratico ci porta al 2018 perché prima di tutto serve avere il parere del geologo. Dopo di ché chiederemo i preventivi per il trasporto speciale e l’interramento in città». Sì, perché per individuare il luogo ideale dove conservare la regina dei mari è necessario l’incarico a uno specialista della crosta terrestre. Nel frattempo, dalla Romangia stanno guardando con interesse alla legge finanziaria in discussione in Regione. E pare che il vicepresidente del consiglio regionale e consigliere comunale a Sorso, Antonello Peru, potrebbe dare una mano presentando un emendamento, una sorta di detrazione funebre per i mammiferi spiaggiati. «Stiamo pensando a questa soluzione perché abbiamo intenzione di rivalerci sulla Regione – riprende Agostino Delogu – e infatti andremo a fare le nostre richieste. L’auspicio è che i consiglieri regionali del sassarese si impegnino affinché ci venga accordato un finanziamento. E andremo avanti perché non ci sembra giusto doverci accollare le spese. Tra l’altro si parla tanto di rete metropolitana per poi ritrovarci da soli».

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