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la protesta 

La crisi nera dell’edilizia: sciopero il 18 dicembre

CAGLIARINon ha fine la crisi del settore dell’edilizia in Sardegna: in dieci anni sono andati persi 30 mila posti di lavoro. Ormai nei cantieri dell’isola si lavora solamente sei mesi l’anno, mentre...

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CAGLIARI
Non ha fine la crisi del settore dell’edilizia in Sardegna: in dieci anni sono andati persi 30 mila posti di lavoro. Ormai nei cantieri dell’isola si lavora solamente sei mesi l’anno, mentre sono 68 le opere pubbliche ferme. Per tutti questi motivi le sigle confederali sarde hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato per il 18 dicembre. . Ai quattro punti della piattaforma sindacale alla base dello sciopero – contratto, lavoro, salute e pensioni – in Sardegna i sindacati hanno aggiunto la richiesta di sbloccare le opere pubbliche. Sono addirittura 68 quelle ferme, alcuni cantieri risalgono a 30 anni fa.

A guidare la manifestazione, in programma a Cagliari, saranno i segretari regionali Marco Foddai (Feneal-Uil), Giovanni Matta (Filca-Cisl) e Chicco Cordeddu ( Fillea-Cgil).

«Gli edili non possono più aspettare – dicono i sindacati – il contratto è fermo da un anno, il salario da quasi otto, la previdenza complementare è da rafforzare: l’edilizia è il comparto, dopo l’agricoltura, con la più alta percentuale di infortuni. Infine la pensione: «Non si può mandare sui ponteggi un lavoratore di 60 anni d’età, è una vergogna», protestano i sindacati.

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