La Nuova Sardegna

Finanziaria, l’opposizione fa melina

Finanziaria, l’opposizione fa melina

Valanga di interventi, al centro delle contestazioni del centrodestra il piano “Lavoras” da 128 milioni  

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La gola secca. Il consigliere regionale del centrodestra, l’opposizione, è al suo ventesimo intervento. Che faticaccia, ma l’ordine è andare avanti ad oltranza, perché «quelli del centrosinistra li dobbiamo trascinare fino all’Epifania... non penseranno certo di farsi belli sotto Natale». Dalle 10.30 alle 20, in quei banchi, si sono passati il testimone non si sa più quante volte. Con tre minuti a testa, in sedici, hanno monopolizzato il dibattito sulla Finanziaria 2018. «Non è ostruzionismo», ha fatto sapere il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis. «I nostri sono solo dubbi legittimi», per Stefano Tunis, una fila sopra. Con Marco Tedde, due posti più in là, ancora più aggressivo nel dire: «Altro che Manovra contabile, la loro è una lunga campagna elettorale mascherata male». Sarà, le domande sono legittime, l’ostruzionismo anche. Sui primi 100 emendamenti, tutti caricati sull’articolo 1, il confronto si è acceso. Il vulcano è esploso proprio sulle pagine d’apertura della Finanziaria, sono quelle in cui la maggioranza ha inserito il piano «Lavoras», quello da 128 milioni in più, per «frenare la disoccupazione e rilanciare l’occupazione». Soldi veri o meno, sono verissimi per la maggioranza e fasulli secondo l’opposizione, la maratona è stata condotta dal centrodestra senza sbagliare mai i cambi. Per evitare che qualcuno sfuggisse all’impegno preso, l’opposizione si è stretta intorno a questa frase: «La giunta non può avere la delega in bianco e commissariare l’assessore al lavoro su come spendere, se ci sono, questi finanziamenti extra. Ci deve essere per forza un passaggio in aula, altrimenti andrà in scena il peggior contributo selvaggio di questi anni». Secondo l’opposizione, il centrosinistra si sarebbe diviso giorni fa, prima i 40 milioni che la giunta aveva messo a disposizione del Consiglio, poi il finanziamento extra. «Le richieste immaginiamo che siano state tante», hanno sibilato, uno dopo l’altro, Paolo Truzzu, Fdi, Gigi Rubiu, Udc, Angelo Carta, Psd’Az, e Michele Cossa di Riformatori. Con Alessandra Zedda, vicecapogruppo di Forza Italia, che ha chiuso: «Non avete lasciato un euro libero». A tutti i maratoneti ha replicato l’assessore Raffaele Paci: «Primo, ogni stanziamento è sicuro e certificato. Secondo, il piano per il lavoro sarà deciso dalla giunta, entro 30 giorni dal via libera alla Finanziaria, e sarà una delibera snella con diverse macro aree d’intervento, dall’ambiente ai cantieri comunali, all’alta tecnologia. Appena la delibera sarà approvata, ritorneremo in Consiglio perché è indispensabile che le commissioni bilancio e lavoro ci dicano, con un parere, se i finanziamenti vanno bene o meno». Secondo Paci, se la Manovra sarà licenziata prima di Natale, «Lavoras» diventerà operativo a febbraio e «sarà una svolta, perché ogni tre mesi, verificheremo in continuazione gli effetti che avrà. Ma la Finanziaria approvata a ridosso delle feste, oggi sembra essere impossibile: «Li costringeremo a stare in aula anche il 23 dicembre», è la minaccia del centrodestra e chissà se, seppure con la gola secca, i maratoneti passeranno dalle parole ai fatti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

Emergenza afa, il grande caldo non molla la presa: altri sette giorni da bollino rosso – Le previsioni

Le nostre iniziative