Nell’isola quarantasei logge e oltre settecento iscritti
Il quindici ottobre del 1994 la Nuova Sardegna pubblicò i nomi di 520 iscritti alle logge massoniche dell'isola. Dieci anni dopo l’elenco venne aggiornato con circa 200 nomi sino a quel momento...
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Il quindici ottobre del 1994 la Nuova Sardegna pubblicò i nomi di 520 iscritti alle logge massoniche dell'isola. Dieci anni dopo l’elenco venne aggiornato con circa 200 nomi sino a quel momento inediti. La lista non comprendeva tutti i massoni sardi perché molti di loro aderiscono a logge lontane dall'isola. Superata la crisi del 1981 legata al caso Gelli-P2, il Grande Oriente d'Italia (Goi) agli inizi degli anni Duemila riprese a fare incetta di adepti e a metà del 2003 aveva raggiunto i 14 mila iscritti nelle 556 logge ufficiali. La Gran Loggia d'Italia, la seconda per importanza dopo il distacco dal Goi, ne ha 8500 di cui 1500 donne. Mentre la Gran Loggia Regolare, frutto di una scissione dal Goi ad opera dell'allora gran maestro Giuliano Di Bernardo, è riconosciuta dalla Gran Loggia d'Inghilterra ma è la meno affollata. La Regione leader per presenze massoniche è la Toscana, l'Umbria ha la densità più alta: nove ogni diecimila abitanti. In Sardegna le logge sono 46, una a Cagliari è intitolata proprio ad Armandino Corona (nella foto). L'identikit del massone, costruito sui dati disponibili sulla base degli elenchi, era questo: età media 42 anni per il Goi, 50 per la Gldi. Il 58 per cento degli iscritti ha un titolo universitario (dati Goi). Dalla richiesta di essere ammessi al `sì' definitivo il profano attende in media sei mesi in cui si succedono tre votazioni segrete. L'ultima parola spetta al Gran Maestro. Tra i massoni illustri compaiono Garibaldi e Cavour, poi Fermi, Carducci, Pascoli e in tempi più recenti Totò e Amedeo Nazzari.
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