La Nuova Sardegna

Il sindaco di Alghero: facciamo sistema per una stagione da 12 mesi

di Luca Rojch
Il sindaco di Alghero: facciamo sistema per una stagione da 12 mesi

Mario Bruno spiega la sua ricetta per rilanciare il Nord Ovest dell’isola

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SASSARI. Da calamità a calamita. Il sistema di accoglienza dei turisti cambia. Il sindaco di Alghero, Mario Bruno, raccoglie la sfida lanciata dal direttore della Sogeaal Mario Peralda, dalle colonne della Nuova.

E spiega quali sono le strategie. Anche se mette in evidenza quali sono i gap strutturali che devono essere superati. «Ho apprezzato le parole di Peralda e le condivido – dice Bruno –. Arriviamo da un periodo in cui c’era un vettore monopolista Ryanair, che metteva i voli e li riempiva. Questo sistema ha permesso all’aeroporto di crescere, ma anche di diventare ostaggio di una compagnia. Ci siamo resi conto degli errori. Spetta a noi fare diventare il Nord ovest una destinazione appetibile. Noi dobbiamo fare la nostra parte. Sono certo che chi gestisce l’aeroporto fa la sua». Bruno spiega la sua strategia.

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«Abbiamo iniziato nel 2014 a creare una destinazione turistica valida per tutto l’anno. Il balneare da solo non basta. Abbiamo portato avanti alcune sfide come Alghero capitale della cultura, o città dell’Unesco. Ora abbiamo inaugurato una serie di manifestazioni, con concerti ed esposizioni che dureranno nove mesi e ha come padrini Paolo Fresu e Antonio Marras. Iniziative di qualità che puntano a un turismo differente dal balneare. Portiamo avanti anche grandi eventi come il rally, il campionato europeo di beach soccer. In collaborazione con Pesaro partecipiamo all’anno Rossiniano. Vogliamo caratterizzarci come città della cultura, della musica e delle arti. Rivitalizziamo anche il brand del parco di Porto Conte».

Dati. Un po’ di numeri possono aiutare per capire come Alghero può crescere. È sempre il sindaco Bruno a darli. «Ad Alghero abitano 22mila famiglie, 7mila sono composte da una sola persona. I residenti sono in gran parte anziani e donne. Il 25 per cento della popolazione ha più di 65 anni. Solo il 10 per cento ha meno di 25 anni. Il 60 per cento delle case è vuota per quasi tutto l’anno. Il tasso di natalità è appena dello 0,8 per cento, sotto quello sardo dell’1 per cento, che è già bassissimo».

Posti letto. Questi numeri da soli bastano in un certo senso a indicare una via. Molte seconde case, pochi giovani e anche pochi posti letto. «Manca una politica di alleanza in un’aera più vasta. Olbia e Cagliari sono naturalmente portate ad avere un sistema che si allarga ai comuni vicini. Noi no, il nord ovest della Sardegna lo deve fare, deve mettere insieme tutto il territorio. Lo deve fare anche dal punto di vista dei posti letto. Per me non sono centrali, ma alcuni tour operator hanno detto che preferiscono altre località perché nel territorio non ci sono posti letto sufficienti. Io credo servano posti letto alberghieri di alta qualità. Servono 5 stelle, ma si devono adeguare anche quelli già esistenti».

Il circolo. Bruno mette in evidenza anche un altro aspetto. «Noi facciamo un grande sforzo, ma dobbiamo essere aiutati dai privati. In troppi ancora tra ristoratori e albergatori chiudono nei mesi freddi. Ci devono credere. Dobbiamo scommettere tutti insieme su questo obiettivo. Non si possono appellare al fatto che i voli non arrivano. In caso contrario si crea un circolo vizioso. Dobbiamo spezzarlo. Anche per questo abbiamo deciso di consentire ai privati di entrare nella Fondazione Alghero. Possono entrare nel capitale e avere una maggiore voce in capitolo sulle scelte strategiche. Abbiamo avuto un incontro con l’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas. Abbiamo parlato di destinazione, di legge sul turismo e del ruolo fondamentale che devono avere gli enti locali».

Puc. Bruno mette l’accento anche su un altro aspetto. «Questo è l’anno del Puc per Alghero – conclude Bruno – e dobbiamo tenere presente nella sua realizzazione che sono necessarie strutture ricettive e turistiche aperte tutto l’anno».
 

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