Tempio, aste pilotate: giudice resta sospeso
La procura di Roma non concede la revoca del provvedimento. Ancora da fissare la data dell’appello
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TEMPIO. Nessuna revoca della sospensione per il giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, indagato dalla procura capitolina per turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Il gip del tribunale di Roma Giulia Proto ha respinto l’istanza di revoca della misura interdittiva per un anno applicata all’indagato, richiesta dallo stesso giudice al termine dell’interrogatorio di garanzia, il 19 dicembre scorso. Il gip due giorni fa, ha confermato la misura. Di Giacomo resta sospeso dalle sue funzioni. Nel frattempo, però, si attende la fissazione dell’udienza per discutere sull’appello al tribunale collegiale di Roma contro la misura, presentato dal suo difensore, l’avvocato Domenico Putzolu. Ricorso che contiene ciò che in sostanza Di Giacomo aveva già detto al gip nelle oltre due ore di interrogatorio. Secondo la Procura romana che indaga sulle presunte aste pilotate nel tribunale gallurese, il giudice dell’esecuzione, in concorso con altri magistrati e avvocati – otto indagati in tutto – avrebbe favorito l’aggiudicazione di una villa vista mare a Baia Sardinia, appartenuta all’imprenditore arzachenese Sebastiano Ragnedda, a un prezzo di inferiore rispetto al valore reale, con l’abbattimento del 25% per la presenza di un occupante che in realtà, era già morto. Accuse rigettate da Di Giacomo, che ha spiegato di «aver agito nella piena e totale legalità, ed esercitando la sua attività di giudice».
È fissato per lunedì, l’ultimo interrogatorio di garanzia, quello di Chiara Mazzaroppi, figlia dell’ex presidente del tribunale di Tempio Francesco Mazzaroppi, aggiudicataria insieme al marito Andrea Schirra, della villa di Ragnedda. È probabile che venga depositata una memoria, avendo presentato in precedenza un certificato per gravidanza a rischio. Su entrambi i magistrati, accusati di turbativa d’asta, pende una richiesta di interdizione per un anno, così come per il giudice Elisabetta Carta, sotto inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio. Il difensore di Andrea Schirra, l’avvocato Cataldo Intrieri, depositerà oggi una memoria per chiedere che non venga applicata la misura nei confronti del suo assistito. Già applicata invece la misura interdittiva per Ermanno Giua, il perito nominato dal tribunale per valutare l’immobile venduto all’asta, accusato di falsa perizia. Per tutte le misure richieste dalla procura di Roma, si attende la decisione del gip. (t.s.)
È fissato per lunedì, l’ultimo interrogatorio di garanzia, quello di Chiara Mazzaroppi, figlia dell’ex presidente del tribunale di Tempio Francesco Mazzaroppi, aggiudicataria insieme al marito Andrea Schirra, della villa di Ragnedda. È probabile che venga depositata una memoria, avendo presentato in precedenza un certificato per gravidanza a rischio. Su entrambi i magistrati, accusati di turbativa d’asta, pende una richiesta di interdizione per un anno, così come per il giudice Elisabetta Carta, sotto inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio. Il difensore di Andrea Schirra, l’avvocato Cataldo Intrieri, depositerà oggi una memoria per chiedere che non venga applicata la misura nei confronti del suo assistito. Già applicata invece la misura interdittiva per Ermanno Giua, il perito nominato dal tribunale per valutare l’immobile venduto all’asta, accusato di falsa perizia. Per tutte le misure richieste dalla procura di Roma, si attende la decisione del gip. (t.s.)
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