Osini, sindaco nel mirino Raso al suolo il frutteto
di Lamberto Cugudda
Ottanta piante abbattute con una motosega. Tito Loi: «Non mi spaventano»
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OSINI. Dopo la testa di capretto, con due cartucce nascoste dentro la bocca, indirizzata al sindaco di Iglesias c’è un altro atto intimidatorio rivolto a un primo cittadino. Questa volta sono gli amministratori comunali ogliastrini a finire al centro del mirino. I criminali hanno agito a Osini, un paese di appena 790 abitanti. L’atto intimidatorio nei confronti del sindaco Tito Loi è chiaro: un’ottantina di piantine in un ciliegeto di famiglia sono state tagliate, si presume a fine anno, con una motosega. La notizia, che circolava già venerdì fra gli osinesi, è stata confermata ieri pomeriggio dallo stesso primo cittadino che già cinque anni fa, quando già guidava il paese, subì lo stesso avvertimento malavitoso. «Io e i miei fratelli – ha detto ieri sera Tito Loi, 61 anni, medico radiologo all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, nonché patron del festival internazionale “Rocce Rosse & Blues” – da diversi giorni non andavamo al terreno dove abbiamo piantato il ciliegeto (che si trova poco oltre il borgo abbandonato di Osini vecchio, in direzione di Gairo ndr). Ma poi qualcuno si è accorto che un’ottantina di piantine, la maggior parte delle quali ai limiti del terreno, erano state tagliate con una motosega. Cosa posso dire? Che se qualcuno pensa di intimorire me e la mia maggioranza rispetto all’azione di governo che stiamo portando avanti, improntata al ripristino della legalità, sbaglia di grosso».
Il capo dell’esecutivo comunale si augura che le forze dell’ordine possano risalire agli autori dell’atto intimidatorio e quindi ridare immediatamente serenità al piccolo paese: «Sia io che gli altri componenti della maggioranza – ha fatto rilevare il sindaco – siamo stati eletti in democraticamente a giugno dello scorso anno e intendiamo proseguire e portare a termine il mandato che ci è stato assegnato dalla nostra comunità. Andiamo avanti, quindi, con il solito impegno quotidiano per cercare di dare delle risposte alle giuste aspettative della popolazione». E proprio rispetto all’attività amministrativa, in paese si ricorda che ultimamente la giunta Loi sta portando avanti alcuni provvedimenti legati al ripristino dei fondi da destinare alla messa in sicurezza dei canali di guardia a monte e a valle dell’abitato.
Alla guida dell’opposizione in consiglio comunale, invece, c’è Mariangela Serrau – che batté Tito Loi alle comunali del 2012, ma che ha poi perso nella riedizione dello scontro a giugno dello scorso anno – che esprime forte solidarietà al primo cittadino. «Come minoranza consiliare – ha affermato Serrau – condanniamo con decisione l’atto intimidatorio che ha avuto come bersaglio un terreno della famiglia del sindaco. A lui e ai suoi familiari esprimiamo la nostra solidarietà perché i problemi non si risolvono tagliando delle piantine. Siamo sempre stati a favore del confronto democratico e della convivenza civile. La nostra comunità saprà isolare gli autori, o l’autore, di questo avvertimento di stampo malavitoso».
Il capo dell’esecutivo comunale si augura che le forze dell’ordine possano risalire agli autori dell’atto intimidatorio e quindi ridare immediatamente serenità al piccolo paese: «Sia io che gli altri componenti della maggioranza – ha fatto rilevare il sindaco – siamo stati eletti in democraticamente a giugno dello scorso anno e intendiamo proseguire e portare a termine il mandato che ci è stato assegnato dalla nostra comunità. Andiamo avanti, quindi, con il solito impegno quotidiano per cercare di dare delle risposte alle giuste aspettative della popolazione». E proprio rispetto all’attività amministrativa, in paese si ricorda che ultimamente la giunta Loi sta portando avanti alcuni provvedimenti legati al ripristino dei fondi da destinare alla messa in sicurezza dei canali di guardia a monte e a valle dell’abitato.
Alla guida dell’opposizione in consiglio comunale, invece, c’è Mariangela Serrau – che batté Tito Loi alle comunali del 2012, ma che ha poi perso nella riedizione dello scontro a giugno dello scorso anno – che esprime forte solidarietà al primo cittadino. «Come minoranza consiliare – ha affermato Serrau – condanniamo con decisione l’atto intimidatorio che ha avuto come bersaglio un terreno della famiglia del sindaco. A lui e ai suoi familiari esprimiamo la nostra solidarietà perché i problemi non si risolvono tagliando delle piantine. Siamo sempre stati a favore del confronto democratico e della convivenza civile. La nostra comunità saprà isolare gli autori, o l’autore, di questo avvertimento di stampo malavitoso».
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