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Pd-Pds, accordo a rischio posizioni ancora distanti

Pd-Pds, accordo a rischio posizioni ancora distanti

Oggi la direzione del Partito dei Sardi per decidere se andare da soli Sterile lo scambio di mail tra Maninchedda e Fassino. Lettera appello di Cucca

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SASSARI. Un amore che sembra destinato a non sbocciare. Tra Partito dei sardi e Pd la tensione resta altissima. Oggi la direzione nazionale del Pds deciderà che strada prendere. Se accettare le offerte dei Dem o correre da soli, con la testa già rivolta alle Regionali. Il leader del Pds, Paolo Maninchedda, non parla, ma il suo partito sembra rivolto a tirare dritto per la sua strada. Nessuna alleanza con il Pd. Troppo tiepida la posizione dei Dem su temi cardine cari al partito dei sardi come la posizione post autonomistica e la sovranità dei sardi.

Lo strappo. Nella direzione della scorsa settimana il Pds aveva elaborato un documento che metteva alcuni paletti, la base per un’alleanza che partisse dalle Politiche, ma si estendesse alle Regionali del 2019. Il Pds chiedeva un posto sicuro per le Politiche e la possibilità di guidare la coalizione di centrosinistra alle prossime regionali. Questo in spiccioli. In realtà il partito di Sedda e Maninchedda puntava molto sull’accentuazione della spinta indipendentista nella coalizione. Nei principi e nelle direttive politiche. Non solo poltrone e cariche. La direzione del Pd aveva accolto solo una parte delle richieste. Sì al posto per le Politiche, ma per il resto era rimasto sul vago. Nessun documento, ma solo un impegno verbale. Abbastanza per scatenare la rivolta nella base degli indipendentisti. E all’interno dei Dem c’era anche distanza tra Renato Soru, cauto sulle alleanze, e il segretario Giuseppe Luigi Cucca, che riteneva indispensabile allargare il più possibile il fronte elettorale».

Il carteggio. In questo quadro magmatico si è inserito anche uno scambio di mail tra Maninchedda e Piero Fassino. Al centro il tema dell’insularità. Il mediatore Dem assicura che i documenti presentati dal Pds sull’insularità saranno discussi con Gentiloni e Delrio. Sulla possibilità di una guida del Pds della coalizione per le Regionali Fassino rimanda a un dibattito futuro. Abbastanza per spazientire la base del Pds che vede nell’impegno a parlare di insularità una sorta di disimpegno passato. Maninchedda in altre parole si chiede cosa abbia fatto il governo del dossier insularità presentato da Pigliaru nel 2015. L’offerta ribadita da Fassino di un posto per le Politiche sembra non bastare più. La mail di Fassino non ha un effetto boomerang.

L’ultima lettera. Cucca sembra avere un sesto senso e invia in serata una lettera aperta al Partito dei sardi. Il segretario Pd ci mette tutta la sua capacità di mediazione e ribadisce l’apertura del Pd a dare un posto al candidato del Pds. Cucca scrive sulla volontà del Pds di guidare la coalizione alle Regionali: «Noi riteniamo tale aspirazione legittima, ma pensiamo che debba essere sottoposta anche agli alleati, con la garanzia della più larga e paritaria partecipazione alla scelta della leadership, senza alcuna preclusione o pregiudiziale. Pensiamo che sia prematuro parlarne adesso». Nella missiva Cucca parla anche dell’impegno del governo ad affrontare le questioni dell’insularità anche in sede europea. Parla anche della coalizione e dei punti cardine: «Le battaglie già avviate sul fronte delle entrate, delle servitù militari, delle infrastrutture, dei trasporti e della continuità territoriale, della fiscalità di vantaggio, dell’energia e dello sviluppo sostenibile, delle politiche del lavoro, della lingua sarda, della tutela dell’ambiente e delle bonifiche». Ma anche questa missiva viene ritenuta insufficiente dal Pds. Manca il riconoscimento dell’orizzonte ideale e politico degli indipendentisti. Una sorta di incomunicabilità che rischia di far perdere un pezzo importante alla coalizione del centrosinistra, non solo per le Politiche, ma anche per le Regionali.

Il direttivo di questa sera del Pds sarà il momento della verità. Anche perché il tempo è scaduto. Entro qualche giorno liste e coalizioni dovranno essere presentate. (l.roj)

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