La Nuova Sardegna

I centristi si sono tutti accasati

I centristi si sono tutti accasati

Civica popolare col Pd, Noi con l’Italia con Fi. Solo Energie per l’Italia resta sola

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CAGLIARI. Una volta c’era questa convinzione: senza i moderati dalla tua parte, non si vincono neanche le elezioni del condominio. È ancora così? Forse, ma non è detto, perché il Centro di una volta s’è frantumato e dovunque, nel centrosinistra e nel centrodestra, ci sono pezzi più o meno importanti.

Con il Pd. Di sicuro oggi i Civici popolari del ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin, dell’ex deputato di Scelta civica Lorenzo Dellai, e di Pier Ferdinando Casini presenteranno il simbolo. La lista si chiamerà «Civica popolare», con o senza Margherita si vedrà e molto dipenderà da com’è finito in queste ore lo scontro legale con la proprietà della vecchia Margherita, quella ai tempi di Rutelli. Comunque è sicuro che, nel nord Sardegna, questa fetta di moderati avrà come uomo guida Antonio Satta e l’Upc. È lui il leader storico del movimento Popolari cristiani e potrebbe scendere in campo come capolista nel collegio proporzionale Sassari-Olbia-Nuoro. I Centristi per l’Europa di Pier Ferdinando Casini e del ministro all’ambiente Gian Luca Galletti, che nel sud Sardegna sono coordinati dal consigliere comunale di Cagliari Federico Ibba, fanno parte anche loro della grande famiglia dei Civici popolari. Nel collegio proporzionale Cagliari-Sulcis-Oristano saranno presenti con una lista capeggiata proprio da Ibba, che però non ha sciolto ancora la riserva. L’accordo col Pd comunque è chiuso da tempo e della partita dovrebbe far parte anche quello che è rimasto dell’Idv.

Con Forza Italia. Anche sul fronte de centrodestra i giochi sembrano fatti. Seppure esclusa dal vertice domenicale fra Berlusconi, Salvini e Giorgia Meloni, la “quarta gamba” è in movimento da diverse settimane. In Sardegna, pochi giorni fa, è stato chiuso l’accordo fra i Riformatori, che qui rappresentano Raffaele Fitto di Direzione Italia, e l’Udc. Insieme confluiranno, così come nelle altre regioni, nella lista Noi con l’Italia. Nella trattativa regionali per i collegi uninominali, i centristi avrebbero chiesto due collegi: uno dovrebbe essere quello di Oristano, con candidato Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, e l’altro in Gallura per il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu dell’Udc. Il più probabile è quello di Oristano, mentre Forza Italia non vorrebbe rinunciare alla Gallura. In ogni caso, Noi con l’Italia presenterà il simbolo nel proporzionale sia alla Camera, uno dei capolista sarà il deputato uscente Pierpaolo Vargiu, l’altro potrebbe essere Biancareddu se non trovasse spazio nell’uninominale, e al Senato, con la possibile candidatura di Giorgio Oppi, leader storico dell’Udc sardo.

Da solo per ora. È il movimento Energie per l’Italia dell’ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi, già delfino del Cavaliere. Alla richiesta di Berlusconi «Entrate anche voi nella quarta gamba», quelli di Epi hanno riposto picche: «Siamo tutt’altra cosa». Se lo strappo non dovesse essere ricucito, il coordinatore regionale Tore Piana ha annunciato: «Correremo da soli». Lo faranno in tutti i collegi uninominali per la Camera, sono sei, nei due proporzionali, nel Centro-Nord il capolista dovrebbe essere Piana, nel Centro-Sud Giuseppe Cappai, e nei tre col maggioritario e in quello regionale per il Senato. (ua)

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