La Nuova Sardegna

Privatizzazione nel mirino indagato il direttore Sogeaal

di Gian Mario Sias
Privatizzazione nel mirino indagato il direttore Sogeaal

Avviso di garanzia a Peralda dal pm di Sassari: ai raggi X l’iter dell’operazione Ma nell’inchiesta ci sarebbero anche altri nomi. Il caso partito dall’esposto di Pili

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ALGHERO. Per ora l’unico di cui si è avuta conferma è lui: Mario Peralda, il direttore della Sogeaal, da alcuni giorni è stato formalmente iscritto sul registro degli indagati.

Nei giorni scorsi Peralda ha ricevuto un avviso di garanzia firmato dal sostituto procuratore della Repubblica di Sassari, Cristina Carunchio.

È lei la titolare dell’inchiesta condotta dalla Procura di Sassari e affidata al nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Sassari. Obiettivo: fare luce su eventuali irregolarità nell’iter che ha portato nel 2016 alla privatizzazione della società che gestisce l’aeroporto internazionale “Riviera del corallo”. Le indagini coordinate dal tenente colonnello Marco Sebastiani e portate avanti dai suoi uomini andavano avanti da un po’, viaggiando in parallelo con l’attività investigativa portata avanti nell’arco degli ultimi mesi dall’Autorità nazionale anticorruzione.

Un incrocio non casuale, almeno per due motivi. Il primo è che plausibilmente tanto l’attività dell’Anac quanto quella degli inquirenti sassaresi scaturiscano dalle denunce e dagli esposti presentati dal deputato di Unidos, Mauro Pili, che più di una volta ha dichiarato pubblicamente di considerare irregolare il percorso attraverso cui F2i, il Fondo di investimento cui partecipano tra gli altri la Cassa di depositi e prestiti e la Fondazione Sardegna, ha acquisito il pacchetto di maggioranza delle azioni di Sogeaal, sino ad allora nelle mani della Regione direttamente o indirettamente, attraverso la Sfirs.

Il secondo è che sia Anac che Procura di Sassari abbiano affidato ispezioni, blitz e sequestri di documenti alle fiamme gialle del comando provinciale sassarese.

I primi sequestri di documenti da parte di Anac nell’aeroporto di Nuraghe Biancu risalirebbero allo scorso aprile.

Gli ultimi faldoni sono invece stati portati via dagli uffici dell’assessorato regionale dei Trasporti, nell’ambito delle attività d’indagine disposte dal sostituto procuratore Carunchio, durante le ultime feste natalizie.

«Confermo di aver ricevuto un avviso di garanzia dal quale, al momento, non è possibile evincere l’esatto ambito delle indagini», dice Peralda. «L’unico atteggiamento adottabile in queste circostanze, anzi, direi doveroso, è quello della totale trasparenza», aggiunge. «Continuerò quindi a lavorare con la massima serenità – conclude – restando a disposizione degli organi inquirenti per qualsiasi loro esigenza al riguardo».

Ora resta da capire se ci sono altri nomi nel registro degli indagati e quali siano le ipotesi investigative che gli inquirenti hanno necessità di chiarire con le indagini.

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