L’allerta Regione: nei maiali abbattuti presente il parassita
di Umberto Aime
Dei 286 suini soppressi a Orgosolo in 112 erano positivi L’appello: non mangiate carni macellate abusivamente
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CAGLIARI. Non solo attaccati dalla Peste suina. I 268 maiali abbattuti tre giorni fa, martedì, a Orgosolo, erano stati aggrediti anche dalla trichinella. Se la prima, si sa, è una malattia animale, l’altra è un pericolo anche per l’uomo. Basta mangiare carne cruda non controllata, dalla salsiccia al guanciale, oppure cotta male, e il verme della trichinella si deposita nell’intestino. Poi cresce, diventa adulto deposita le uova, attacca i muscoli e anche il cuore. Può essere persino mortale, dopo un’incubazione di massimo due settimane, trascorse tra febbre, dissenteria, dolori e stanchezza diffusa. Nessun allarmismo, ma il pericolo potenziale c’è e dalla Regione arriva una nuova allerta: «Non mangiate carni suine, crude o cotte, macellate in maniera abusiva nelle campagne di Orgosolo dai primi dicembre e anche dopo». Non mangiate, in sostanza, nessun maiale o cinghiale che sia stato al pascolo brado in quella zona. La conferma della presenza della trichinella è arrivata dai controlli di laboratorio effettuati dall’Istituto zooprofilattico di Sassari su quelle 268 carcasse. «È emersa immediatamente una diffusa positività su più di metà dei campioni: 112 per l’esattezza», ha annunciato Antonio Laddomada, direttore dell’Istituto e componente scientifico dell’Unità di progetto della Regione per la lotta alla Peste suina africana. Erano tutti maiali allo stato brado, quindi fuorilegge, ma chissà quanti altri, nel frattempo, sono stati macellati in fretta e furia proprio perché a Orgosolo s’era diffusa la notizia dell’arrivo delle squadre della Forestale. Va detto che, qualche giorno prima in una zona vicina, c’era stato un altro abbattimento importante «ma in quei campioni, così come nei 15mila controlli che abbiamo effettuato in un anno negli allevamenti regolari, la trichinella non è saltata fuori. Questa volta sì e abbiamo il dovere di mettere in guardia la gente. È prevenzione, non allarmismo contro chissà quale possibile epidemia», ha aggiunto Laddomada. Anche se Sergio Babudieri, direttore della clinica d’infettivologia dell’università di Sassari, ha ricordato: «Attenzione, la trichinella non è nuova nella zona di Orgosolo. Oltre dieci anni fa, dal 2003 al 2005, ci sono stati diversi casi. Ventotto solo nel 2005 ed erano tutte persone che abitavano in quel Comune, sette appartenevano alla stessa famiglia. Per fortuna, allora non ci furono casi mortali. Siamo intervenuti in tempo e la profilassi immediata è stata vincente. Ora la trichinella è ricomparsa di nuovo nella stesse campagne». È anche per questo, ha sottolineato Giuseppe Sechi, direttore generale dell’assessorato alla sanità, che «proprio su Orgosolo abbiamo accesso i riflettori». È quello è il territorio dov’è più diffuso il pascolo abusivo ed è altissimo il numero dei maiali allo stato brado e quindi con possibilità di continue contaminazioni con i cinghiali. «Negli altri Comuni dove siamo intervenuti per debellare la Peste suina dall’inizio di dicembre fino all’altro giorno, Arzana, Desulo Villagrande e Talana, con oltre 300 capi abbattuti, non abbiano trovato invece traccia della trichinella». Però attenzione: il verme non era presente nei campioni di muscoli della mandibola prelevati dalle carcasse, ed è su quelli che sono stati fatti i controlli poi risultati positivi sui maiali abbattuti ad Orgosolo, perché «siamo in attesa - ha detto Antonio Laddomada – di un’indagine più approfondita da parte dell’Istituto superiore della sanità sul sangue prelevato da quasi tutti gli oltre mille capi eliminati in questo ultimo mese». Il consiglio finale è uno solo: nella zona di Orgosolo è meglio non mangiare carne cruda, neanche se è stata sottoposta alla salatura, e nemmeno cotta se proviene da suini, soprattutto quelli non marchiati e allo stato brado, che non siano stati esaminati prima dai veterinari. Appello lanciato anche ai cacciatori: «Consegnate sempre alle Asl un muscolo del cinghiale abbattuto, per farlo analizzare gratuitamente e verificare così la presenza o meno della trichinella». Ma forse a essere più efficace di tutti è il messaggio scritto su un volantino: «Garantisci la tua sicurezza e quella della tua famiglia. Consuma solo carni controllate».
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