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Pane prodotto di qualità arriva il nuovo marchio

Pane prodotto di qualità arriva il nuovo marchio

Le “Due spighe” del grafico Asili scelte in una rosa di 65 proposte Serviranno a distinguere le lavorazioni artigianali da quelle industriali  

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CAGLIARI. Due spighe intrecciate, che ricordano le «pietre sonore» di Pinuccio Sciola ma ispirate anche alle immagini impresse, nella notte dei tempi, sulle pintadere, i primi stampi decorativi di epoca nuragica. Sono proprio le due spighe, che in verticale fanno venire in mente anche l’isola stilizzata o la esse di Sardegna, in orizzontale, il marchio ufficiale del «nostro eccellente pane fresco». Il bozzetto è stato scelto dalla Regione fra 65 proposte, per «riaffermare la tradizione» ed «evitare che un prodotto artigianale possa essere confuso con quelli industriali». A presentare il sigillo vincitore, firmato dal grafico Stefano Asili, è stata l’assessora al commercio Barbara Argiolas. «È semplice, riconoscibile, contemporaneo – ha detto – con un forte richiamo al passato e che tra l’altro aiuterà i consumatori a identificare un pane sano e di qualità». Il marchio è l’ultima tappa di un percorso cominciato anni fa e passato attraverso la legge di tutela, approvata dal Consiglio regionale nella primavera del 2016, dopo la presentazione di due proposte poi unificate, quella firmata da Daniela Forma del Pd e da Luigi Crisponi dei Riformatori. Il prossimo passaggio sarà la consegna delle «Due spighe» alle aziende che rispetteranno il disciplinare previsto dalla legge. Dovrebbero essere oltre mille gli artigiani coinvolti nella nuova e capillare strategia di comunicazione, destinata ad essere un valore aggiunto per una storica ed eccellente filiera dell’agroalimentare. Che è capace di fatturare 350 milioni l’anno e garantire oltre 4mila buste paga. Il contrassegno, che potrà essere esposto nelle insegne, sulle buste e dovunque nei panifici autorizzati, potrà essere richiesto dagli artigiani allo Sportello unico per le attività produttive, il Suape. «Grazie allo stanziamento di 200mila euro nella Finanziaria 2018 – ha sottolineato l’assessora – la Regione continua anche con questo marchio l’opera di tutela, rilancio e valorizzazione di una delle nostre eccellenze, pensiamo al Pane Carasau, apprezzate nel mondo. Soprattutto vogliamo che non possa essere minacciata e confusa con l’offerta sempre più massiccia di quello surgelato e semilavorato nella grande distribuzione commerciale». Dunque, «diamo ancora più forza alle nostre radici, ma allo stesso tempo sosteniamo le molte e qualificate aziende artigianali, a cominciare da quelle delle zone interne, e diamo la possibilità ai consumatori di un segnale: diffidate dalle imitazioni», ha aggiunto Barbara Argiolas. L’autorevolezza del marchio è evidente e saranno severissimi i controlli effettuati dalle Asl e dai Comuni per evitare qualunque tipo d’abuso, hanno ribadito gli esperti che si sono occupati del disciplinare e della scelta del marchio. Con questo obiettivo finale, dichiarato dalla Regione: «Agevolare, assistere e incentivare i produttori che nell’Anno del cibo, com’è stato dichiarato il 2018 dal ministero della Cultura, vogliano sempre più identificarsi con le tradizioni e la qualità della vita in Sardegna attraverso anche altri marchi, a cominciare dalla denominazione di origine protetta, per confermare non solo l’alta qualità del prodotto ma anche le origini di una grande storia».(ua)

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