Psd’Az, il giorno della scelta M5s, 340 aspiranti deputati
Oggi i sardisti decideranno se schierarsi col centrodestra o il centrosinistra Tra i grillini boom di candidati alle parlamentarie. Di Maio e Di Battista nell’isola
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CAGLIARI. È il giorno delle grandi scelte. Oggi pomeriggio, a Oristano, il Psd’Az deciderà se scendere in campo col centrosinistra o col centrodestra nelle elezioni politiche di marzo. Davanti al Consiglio nazionale del partito, il segretario Christian Solinas farà l’elenco delle richieste presentate in ciascuno dei due tavoli e soprattutto dirà quali sono state le proposte arrivate da una colazione e dall’altra. Si sa che i sardisti hanno posto alcune condizioni stringenti: dal riconoscimento politico e culturale della loro storia centenaria a una riforma profonda dello Statuto speciale, nei primi 100 giorni della nuova legislatura, fino a maggiori competenze per la Sardegna su ambiente, trasporti ed entrate. Per poi chiedere infine l’elezione certa di almeno un parlamentare. Si sa anche questo: ognuno dei due poli una prima risposta l’ha data e ora spetterà al Psd’Az decidere. Non soltanto sull’oggi, le elezioni di marzo, ma anche sul domani: le Regionali del 2019. Una scelta in un senso o nell’altro potrebbe lasciare infatti un segno indelebile anche sulle future alleanze, considerando che in Consiglio regionale, il Psd’Az è all’opposizione, ha perso con il centrodestra le elezioni del 2014, e da allora non è stato certo tenero con la giunta Pigliaru. Ma di contro, nelle Comunali del 2016 a Cagliari, si è alleato con il centrosinistra e contribuito alla conferma e vittoria al primo turno del sindaco Massimo Zedda. Lo stesso è accaduto, negli anni, in altri Comuni importanti. Poi c’è un altro aspetto: pochi mesi fa i sardisti hanno stretto un patto con il movimento La Base e Fortza Paris, quindi bene o male anche con loro dovrà discutere con chi schierarsi a marzo. Ipotizzare ora chi fra i due poli ha maggiori possibilità di avere il Psd’Az al proprio fianco è un azzardo e forse sostenere che entrambi hanno un 50 per cento di possibilità non è sbagliato. Il dibattito all’interno del Consiglio nazionale sarà quindi decisivo.
Cinque stelle. In attese delle Parlamentarie, non ancora fissate dal direttorio nazionale, si sa che gli autocandidati sardi sono stati 340 e quindi il voto on line si trasformerà in un’autentica battaglia. Al di là delle liste che saranno scelte dagli iscritti del Movimento, si sa – come annunciato dal referente regionale per le Parlamentarie, il sindaco di Assemini Mario Puddu – che a febbraio arriveranno nell’isola, in date diverse però, il candidato premier Luigi Di Maio e l’ormai ex deputato Alessandro Di Battista. Che, va ricordato, non si ripresenterà perché è diventato padre poche settimane fa, ma non per questo diserterà la campagna elettorale.
Pd e centrosinistra. Continua a essere in una sorta di limbo il Pd, non a caso è stata rinviata la direzione regionale, in attesa di conoscere le decisioni del Psd’Az. Ma soprattutto sembra essere ancora alla ricerca di un equilibrio stabile fra le componenti interne, renziani, popolari-riformisti e soriani, sulle candidature. I posti sicuri sono pochi, mentre gli aspiranti candidati continuano ad aumentare di giorno in giorno. Nella coalizione hanno fatto un passo avanti i Centristi per l’Europa di Pierferdinando Casini, che si presenteranno nella coalizione «Civica popolare». A Cagliari c’è stata un riunione: il coordinatore regionale Federico Ibba dovrebbe essere il capolista nel collegio proporzionale Centro-sud per la Camera. Un altro sicuro candidato è Bruno Lacu, coordinatore provinciale dei centristi ad Oristano. Nei prossimi giorni, per decidere le candidature del Centro-nord è stata convocata un’assemblea ad Ozieri. Della coalizione farà parte anche il Psi, che si presenterà con la lista «Insieme». La segreteria regionale ha avanzato due proposte: la candidatura di un socialista in un collegio uninominale sardo e «un vertice della coalizione che ha vinto le elezioni regionali nel 2014, per decidere assieme le alleanze e non, com’è avvenuto finora, solo in incontri bilaterali».
Forza Italia e centrodestra. Anche il partito di Berlusconi è in attesa delle scelte dei sardisti, anche se al suo interno è sempre più chiara la mappa delle candidature. Per esempio il coordinatore Ugo Cappellacci vorrebbe candidarsi sia nel collegio proporzionale Cagliari-Sulcis-Oristano per la Camera, ma anche in uno dei sei uninominali in palio sempre per Montecitorio. Però qualche problema interno c’è e, come sempre, sarà Berlusconi a dire l’ultima parola. Pare invece che i Riformatori e l’Udc, insieme nella lista «Noi con l’Italia», abbiano quasi deciso come dividersi le candidature che Forza Italia avrebbe riservato ai centristi alleati. Infine Fdi, ha sciolto gli ultimi nodi in Sardegna, ma aspetta di sapere se potrà contare o meno anche sulla presenza di un sardo – il deputato uscente Bruno Murgia? – in un collegio della penisola. (ua)
Cinque stelle. In attese delle Parlamentarie, non ancora fissate dal direttorio nazionale, si sa che gli autocandidati sardi sono stati 340 e quindi il voto on line si trasformerà in un’autentica battaglia. Al di là delle liste che saranno scelte dagli iscritti del Movimento, si sa – come annunciato dal referente regionale per le Parlamentarie, il sindaco di Assemini Mario Puddu – che a febbraio arriveranno nell’isola, in date diverse però, il candidato premier Luigi Di Maio e l’ormai ex deputato Alessandro Di Battista. Che, va ricordato, non si ripresenterà perché è diventato padre poche settimane fa, ma non per questo diserterà la campagna elettorale.
Pd e centrosinistra. Continua a essere in una sorta di limbo il Pd, non a caso è stata rinviata la direzione regionale, in attesa di conoscere le decisioni del Psd’Az. Ma soprattutto sembra essere ancora alla ricerca di un equilibrio stabile fra le componenti interne, renziani, popolari-riformisti e soriani, sulle candidature. I posti sicuri sono pochi, mentre gli aspiranti candidati continuano ad aumentare di giorno in giorno. Nella coalizione hanno fatto un passo avanti i Centristi per l’Europa di Pierferdinando Casini, che si presenteranno nella coalizione «Civica popolare». A Cagliari c’è stata un riunione: il coordinatore regionale Federico Ibba dovrebbe essere il capolista nel collegio proporzionale Centro-sud per la Camera. Un altro sicuro candidato è Bruno Lacu, coordinatore provinciale dei centristi ad Oristano. Nei prossimi giorni, per decidere le candidature del Centro-nord è stata convocata un’assemblea ad Ozieri. Della coalizione farà parte anche il Psi, che si presenterà con la lista «Insieme». La segreteria regionale ha avanzato due proposte: la candidatura di un socialista in un collegio uninominale sardo e «un vertice della coalizione che ha vinto le elezioni regionali nel 2014, per decidere assieme le alleanze e non, com’è avvenuto finora, solo in incontri bilaterali».
Forza Italia e centrodestra. Anche il partito di Berlusconi è in attesa delle scelte dei sardisti, anche se al suo interno è sempre più chiara la mappa delle candidature. Per esempio il coordinatore Ugo Cappellacci vorrebbe candidarsi sia nel collegio proporzionale Cagliari-Sulcis-Oristano per la Camera, ma anche in uno dei sei uninominali in palio sempre per Montecitorio. Però qualche problema interno c’è e, come sempre, sarà Berlusconi a dire l’ultima parola. Pare invece che i Riformatori e l’Udc, insieme nella lista «Noi con l’Italia», abbiano quasi deciso come dividersi le candidature che Forza Italia avrebbe riservato ai centristi alleati. Infine Fdi, ha sciolto gli ultimi nodi in Sardegna, ma aspetta di sapere se potrà contare o meno anche sulla presenza di un sardo – il deputato uscente Bruno Murgia? – in un collegio della penisola. (ua)
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