convenzione tirrenia/Botta e risposta
Cappellacci: l’assessore sbaglia Cucca: inciampi nei tuoi errori
SASSARI. La guerra dei mari è diventato il nuovo fronte di scontro della politica sarda. Al centro c’è il rinnovo della continuità marittima, prevista nel 2020. E sulla possibilità di incidere sul...
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SASSARI. La guerra dei mari è diventato il nuovo fronte di scontro della politica sarda. Al centro c’è il rinnovo della continuità marittima, prevista nel 2020. E sulla possibilità di incidere sul nuovo testo scoppia lo scontro. Questa volta a lanciare il siluro è l’assessore ai Trasporti Carlo Careddu. Che ha ricordato come la Regione ora possa fare poco per incidere su una convenzione che viene firmata da governo e vincitore del bando. Careddu ha ricordato come anche Ugo Cappellacci, allora governatore, ha responsabilità. Nel 2009 aveva avvallato e benedetto la privatizzazione della Tirrenia. La compagnia sarebbe andata al gruppo Cin di Vincenzo Onorato. Mettendo le basi per quello che poi lo stesso Cappellacci avrebbe definito il monopolio dei mari e lo avrebbe spinto a varare la flotta sarda. Cappellacci ha contestato la ricostruzione di Careddu. «È falso – dice Cappellacci- che la Regione sia solo ‘spettatrice’: grazie alla sentenza della Corte Costituzionale ottenuta su ricorso della mia giunta, la Sardegna non può più essere esclusa dalle decisioni sulla continuità marittima. Careddu mistifica la realtà quanto tenta di contrabbandare un mio via libera alla privatizzazione della compagnia, come un via libera alla Convenzione. L’assessore è in confusione totale quando parla di convenzione firmata da Berlusconi perché anche la capre sanno che nel 2012 il presidente del Consiglio si chiamava Mario Monti. E nel 2015 sul palco della Leopolda a fare annunci roboanti chi c’era con l’armatore Onorato? Matteo Renzi». Ma la ricostruzione di Cappellacci viene demolita dal segretario del Pd Giuseppe Luigi Cucca. «L’onorevole Cappellacci inciampa ancora una volta sugli errori del suo operato, che tenta di nascondere mistificando la realtà. La convenzione con la Cin è stata scritta nel 2010, dai ministri del governo Berlusconi, sulla base di uno schema che ha suscitato apprezzamento da parte dello stesso Cappellacci, che avallò anche la privatizzazione della Tirrenia. Lo schema contrattuale era già definito quando nel 2012 venne sottoscritto da Monti. Il testo era stato ampiamente condiviso dai ministeri e superato l’iter. Lo riporta anche un documento dell’Antitrust del 2012, nel quale viene richiamata l’approvazione dello schema della nuova convenzione datata 10 marzo 2010. È evidente che le responsabilità sulla scelta delle condizioni economiche, sulla determinazione delle tariffe e sui rapporti contrattuali tra la compagnia e lo Stato sono totalmente da attribuire al centrodestra. Lo dicono gli atti e i documenti ufficiali, che smentiscono chiaramente le illazioni e le accuse mosse dall’ex presidente. La Regione, allora come adesso, non ha potere decisionale sulla continuità marittima, e anche su questo l’onorevole Cappellacci afferma delle falsità, citando una sentenza della Corte costituzionale che riconosce solo la potestà della Regione partecipare al tavolo delle trattative e a esprimere un parere. Occorre un intervento normativo per attribuire la competenza esclusiva in materia di trasporti marittimi alla Regione, e questo sarà uno degli obiettivi da raggiungere nella prossima legislatura nazionale, cercando la più ampia convergenza con i parlamentari delle altre regioni interessate. Nel frattempo – conclude il segretario dei Dem – in attesa della scadenza della convenzione prevista nel 2020, auspichiamo una maggiore apertura del mercato perché vi siano tariffe più competitive e più vantaggiose per i sardi e per gli altri passeggeri». (l.roj)
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